La marcia reale torna a suonare in terra belga, mancava dal 27 aprile 2008, da quando Alejandro Valverde conquistò la sua seconda Liegi-Bastogne-Liegi. Ora suona in vetta al Muro di Huy per Joaquim Rodriguez. Una vittoria di classe e potenza, una sciabolata a tutti gli avversari, un affondo terribile che gli ha permesso di arrivare da solo in cima al mostro della Vallonia.
Ai meno 350 metri dall’arrivo Purito si alza sui pedali e fa il vuoto. Vanendert prova a resistergli ma deve alzare bandiera bianca e sarà quarto al traguardo. Alle spalle allo spagnolo della Katusha, negli ultimi 100 metri esce Michael Albasini, svizzero della GreenEdge, la sorpresa di giornata: taglia il traguardo in seconda posizione davanti a Philippe Gilbert, autore di una buona prova: il belga è in ripresa, ha ritrovato il colpo di pedale giusto e domenica alla Liegi sarà sicuramente tra i protagonisti. Gli italiani bene, non benissimo: ottavo è Nibali, comunque contento della sua prestazione, nono un sorprendente Ulissi, undicesimo Gasparotto, dodicesimo Nocentini.
Nonostante il cambiamento di percorso e l'introduzione di due salite impegnative tra gli ultimi due passaggi sul muro di Huy, la corsa si è risolta ancora una volta sull'erta finale. Troppo brevi le due nuove côte, troppo breve il percorso, 194 km, troppa pianura tra un'asperità e l'altra per poter pensare di tentare il colpaccio da lontano.
Visconti ci ha provato a circa 20 km dal traguardo con l'olandese della Rabobank Slagter. I due sono andati a recuperare i fuggitivi di giornata Bellemarkers e Roux, ma il gruppo ha recuperato facilmente. Ai meno 13 ci prova il campione spagnolo Rojas, ma anche il suo allungo viene subito rintuzzato dal plotone. Poi ci provano Hesjedal, canadese della Garmin, e Nordaugh, norvegese della Sky, due lungagnoni più adatti a spingere forte in pianura che a zompettare sulle pendenze impossibili del Muro di Huy. Arrivano ad avere 15 secondi di vantaggio poi le prime asperità rendono vano il tentativo. Infine l'assolo di Purito, prima classica in carriera, quarto successo stagionale, un avviso a tutti gli avversari di domenica: alla Liegi sarà tra i protagonisti.
Queste sono le salite di Joaquim Rodriguez: brevi e dalle pendenze terribili. Nel 2008 e nel 2009 aveva trionfato alla Tirreno-Adriatico sullo strappo di Montelupone, 1700 metri al 12,5% di media con punte al 21%. Nel 2010 e nel 2011 era giunto secondo alla Freccia, dietro rispettivamente a Evans e Gilbert. Quest'anno era il favorito numero uno e non ha tradito le attese. Alla Liegi-Bastogne-Liegi di domenica vuole essere tra i protagonisti; a suo favore ci sono una condizione di forma eccellente e la consapevolezza che in salita in pochi vanno come lui; a suo sfavore la lunghezza del percorso in quanto lo spagnolo non ha mai reso al meglio sopra i 250 km. Staremo a vedere.
Così al traguardo:
1 Joaquim Rodriguez Oliver (Spa – Katusha) in 4:45:41, 2 Michael Albasini (Svi - GreenEdge Cycling Team) a 4” 3 Philippe Gilbert (Bel – Bmc), 4 Jelle Vanendert (Bel), 5 Robert Kiserlovski (Cro) a 7”, 6 Daniel Martin (Irl) a 9”, 7 Bauke Mollema (Ola), 8 Vincenzo Nibali (Ita), 9 Diego Ulissi (Ita), 10 Jurgen Van Den Broeck (Bel) a 11”.
Giovanni Battistuzzi


















