Direttore

Direttore


Lunedì, 14 Aprile 2014 13:53

La Storia del calcio attraverso i secoli

Gli albori del gioco del calcio sono molto antichi si sa, ma probabilmente in molti non sanno che le prime forme di calcio risalgono addirittura al VIII-XII avanti Cristo.

Giovedì, 20 Marzo 2014 16:27

Futuro nerazzurro per Hernandez

Secondo il Daily Express sono sempre più insistenti le voci di un approdo di Javier Hernandez all’Inter, infatti pare che, dopo aver ottenuto dal Manchester United Vidic, il direttivo nerazzurro miri ad ingaggiare anche l’attaccante messicano.

Le discussioni nel mondo del calcio iniziano a essere sempre più incentrate sui Mondiali 2014 e su chi lascerà il Brasile con uno dei premi più prestigiosi del calendario internazionale. La Spagna diventerà forse il terzo Paese a vincere due Coppe del Mondo consecutive? Esiste qualcuno in grado di fermare il Brasile in casa propria? È possibile che la Germania ponga fine a 24 anni di delusioni diventando il primo Paese europeo a sollevare la Coppa del Mondo in Sudamerica? Se la classifica FIFA è davvero attendibile per capire chi è favorito, esistono due squadre che potrebbero partire subito col piede giusto rivelandosi difficili da fermare.

Un’ intera giornata dedicata alla pesca e riservata esclusivamente a persone con disabilità, affiancate in questo da pescatori volontari, per favorire l’integrazione di chi è costretto a vivere con un handicap più o meno grave; l’ idea, originale e di forte valenza sociale, arriva da una associazione no profit abruzzese, l’ “Associazione Caccia Grossa”, nata con lo scopo di affermare la pesca come strumento di solidarietà e integrazione delle persone affette da disabilità.
Insieme a pesca”, questo il nome dell’ evento che si terrà il prossimo 29 Maggio presso il lago Teaterno di Chieti, in Abruzzo, è un meeting giunto alla nona edizione che si prefigge come scopo quello di unificare lo sport con la dura realtà di persone afflitte da qualsiasi tipo e grado di disabilità. Per l’intera giornata quindi, un lago di pesca sportiva sarà a disposizione di persone con disabilità (incluso chi non è in grado di partecipare attivamente alle fasi dell'evento) di bambini delle Case Famiglia ed emopatici che, supportati da pescatori volontari, potranno cimentarsi in questo sport. A parlarci della nascita e del significato di questo evento è il presidente dell’ Associazione Caccia Grossa, Daniele di Girolamo:
“Io sono un ex agonista di pesca sportiva, ho fatto gare in tutta Italia per oltre dieci anni. Nel tempo ho notato che, in giro per il paese, in questi laghi di pesca sportiva non erano mai presenti persone con disabilità, non c’era vicinanza tra disabili e questo tipo di sport: ho pensato quindi che fosse una carenza della pesca sportiva italiana e nel 2006 ho fondato un’ associazione di pesca sportiva no profit per promuovere la solidarietà e l’ integrazione sociale.”


Ci parla del progetto “Insieme a pesca”?
“Il meeting ‘Insieme a pesca’ è il nostro fiore all’occhiello; si tratta di una giornata di pesca sportiva, contornata da altre attività ludico ricreative, riservata esclusivamente a persone con qualsiasi tipo e grado di disabilità ed ai bambini delle case famiglie e malati di leucemia ed altri tumori. Fino ad oggi ne abbiamo già organizzate otto di queste giornate, siamo alla nona edizione. L’ anno scorso abbiamo avuto 160 iscritti, più di 20 tra organizzazioni sociali, di volontariato ed in favore della disabilità hanno partecipato.”
Nella presentazione di questa iniziativa parlate di integrazione no limit: cosa intendete con questo concetto?
“Semplicemente che può prender parte alla gara anche chi non sarebbe in grado attivamente di partecipare alle varie fasi; lo scopo è quello di un' integrazione completa. Andando a spiegare questo concetto, vengono spesso organizzati altri eventi di pesca per disabili, però sono agonistici vale a dire gare, e quindi un evento per disabili riservato ad una piccola fetta di disabilità: infatti possono parteciparvi solo disabili su carrozzella ma che hanno un pieno controllo degli arti superiori ed un intelletto pari ai normo-dotati, quindi una piccola parte. Noi invece siamo aperti a tutti, vogliamo proporre una integrazione no limit e tutti possono partecipare; due anni fa ci hanno portato un ragazzo su un lettino ed intubato, che non si poteva muovere.”
Quale è il messaggio che volete lanciare alla società con questa iniziativa?
“Vogliamo dare un messaggio alla nostra società che ancora oggi, pur tra proclami e belle parole, di fatto mette da parte il disabile; le iniziative concrete sono poche, molte chiacchiere e pochi fatti. Questi ragazzi hanno pari dignità di persona, solo questo vogliamo dire: dobbiamo fare quanto più possibile per riconoscerli questa dignità.”


Tratto da: La Vera Cronaca


Pierfrancesco Palattella

“...Un cavallo, un cavallo, il mio regno per un cavallo!”. Questo grida Riccardo III nel dramma shakesperiano che porta il suo nome, disposto a cedere quel regno, conquistato con raggiri, inganni, soprusi e tradimenti, in cambio di un cavallo, in sella al quale, pensa , potrà avere la possibilità di salvarsi la vita. Un cavallo!
Caligola, si narra, proclamò Console il proprio destriero Incitatus, Ulisse si servì di un cavallo di legno come macchina da guerra per indebolire con l'inganno le difese troiane, Alessandro Magno è famoso quasi quanto il suo Bucefalo, e quando il cavallo non è prestante e bellissimo porta un nome più modesto, Ronzinante, ma occupa un posto importante nella storia dell'uomo che lo cavalca.


I primi trattati sulla cura dei cavalli risalgono a epoche antichissime, addirittura nel 350 a.C. Senofonte scrive di equitazione; questo nobile animale ha rappresentato per secoli il mezzo di locomozione per eccellenza, e se non fosse stato per l'avvento del motore a scoppio che ha cambiato il modo di muoversi e di combattere, il rapporto tra l'uomo e il cavallo non si sarebbe modificato.
Oggi, quando si parla di equitazione, si pensa immediatamente alle gare, e spesso non a quelle olimpiche, ma a quelle corse che negli anni hanno animato l'atmosfera negli ippodromi, che hanno fatto da sfondo a storie di uomini e di animali, che hanno reso famosi nomi che conoscono anche quelli che non hanno mai messo piede in un circuito ; Varenne, Admiral, Ribot , Seabiscuit.
Agli inizi degli anni '30 negli USA la popolazione era fortemente provata da quella che è conosciuta come la grande depressione, una crisi economica che colpì soprattutto i ceti medi; disoccupazione, povertà, paura del futuro. Seabiscuit, un purosangue Baio, sovrappeso e con un difetto alla zampa anteriore, sfortunato, pigro, divenne comunque un campione, alla faccia di qualunque previsione, e fu visto come un simbolo di combattività dal popolo americano delle corse. La sua storia è raccontata in un film del 2003, sicuramente romanzata ma abbastanza fedele alla realtà, “Seabiscuit un mito senza tempo”, che ha avuto una nomination all'Oscar nel 2004 come miglior film.
La storia è proprio quella del purosangue con uno strano carattere, ma anche quella del suo fantino, dell'allenatore, e dei fanatici di corse americani che continuarono a preferire Seabiscuit ad altri campioni, fino a farne una celebrità. Eppure in molti avevano rinunciato a cavalcarlo, quello strano cavallo che non aveva un buon rapporto con l'addestramento, che mangiava e dormiva in continuazione. 89 corse disputate, 33 vinte, il più grande vincitore di premi in denaro delle corse ippiche.

E' a questo punto che la storia si presta a qualche considerazione interessante; il fantino che lo monterà, che porterà sul podio Seabiscuit di chiama Red Pollard, è cieco all'occhio destro, in più è sfortunato quanto il suo cavallo, viene bloccato da incidenti gravi in gara, e poi in un allenamento, dove a a causa di una caduta si procura una frattura alla gamba che decide la fine, secondo il medico, della sua carriera di fantino.
Intanto il suo cavallo gareggia montato da un amico di Pollard, Wolf, che non ha lo stesso feeling del suo amico con il cavallo e per vincere quello che viene chiamato “il duello del secolo”, una corsa a due fra Seabiscuit e War Admiral, deve seguire le istruzioni dell'infortunato Pollard.
In una delle gare successive , Seabiscuit si fa male alla zampa anteriore sinsitra, strappandosi i legamenti e chiudendo, così secondo il veterinario, la sua carriera di corridore.
Viene messo al pascolo, nel ranch del suo proprietario che ospita anche Pollard, anch'egli in fase di riabilitazione. Entrambi accomunati da una sorte non proprio benevola, uomo e cavallo, passeggiano nel ranch, mangiano tanto, Pollard beve anche, troppo, e riposano nei prati, tentano un piccolo trotto, e poi un canter, e poi piano piano tornano a pensare alle competizioni.
“Mangiano, passeggiano, trottano, dormono...pensano...” . Possiamo davvero essere sicuri che l'uomo e l'animale si capiscano a tal punto da perseguire uno scopo comune? Loro, i nostri amici animali, non ce lo possono dire, ma noi sappiamo dire e riferire il perchè ci leghiamo spesso a un animale, eleggendolo a nostro compagno di avventure, che si tratti di un cane, di un gatto o come in questo caso di un cavallo. Affetto, gratitudine, chissà, ma anche nell'era delle automobili...Quanti cavalli ha il motore della vostra auto?

Titolo del film “Seabiscuit- un mito senza tempo”, USA, regia Gary Ross, protagonista Tobey Maguire, nel ruolo di Red Pollard, e dieci cavalli diversi per interpretare il ruolo di Seabiscuit.


Michela Sulis

Nel 1884 Joris-Karl Huysmans offriva al pubblico il manifesto decadentista per eccellenza. Il romanzo, intitolato 'Controcorrente' , preannunciava una nuova visione dell'arte e della vita. Quella che bada alla ricerca del dettaglio, più che alla raffinatezza della coscienza. Ecco che l'universo eccentrico, prezioso, stravagante, crea l'alveo perfetto di Roma e Fiorentina.
La sedicesima giornata di andata ha proposto un anticipo che brilla di un sapore diverso. L'odore del senso ultimo del gioco del pallone. L'essenziale, stavolta, risulta più che visibile all'occhio dell'uomo. I giallorossi e i viola vantano il miglior progetto di design di questa Serie A. Due sistemi diversi, ma allo stesso tempo affascinanti.
Il 4-2 sviluppatosi nel corso dei 90 minuti ha rallegrato come una fiaba di Hans Christian Anderson. Con la differenza che la morale non andava cercata alla fine, ma durante la partita stessa. È stato il calcio espressionista, nella tela prestabilita: spensierato, emozionante, travolgente.


La pennellata viola
Il club allenato da Vincenzo Montella si presenta sul campo con un 3-5-2 atipico, nel senso che l'attacco svolge un ruolo funzionale all'efficacia del centrocampo. Solitamente una delle due punte si abbassa leggermente in quella che gli inglesi definiscono "drop down", per favorire l'avanzata della mezzala. La logica è quella di 'esborsare' il flusso difensivo, per riprendersi la zona lasciata.
La Fiorentina fonda la sua idea sulla tenuta del pallone. Un possesso, però, che è ben preciso. L'azione comincia dal portiere, che lascia la palla a Gonzalo Rodriguez. Facundo Roncaglia e Stefan Savic, dopo essersi allargati per la ricezione, proseguono il passaggio al laterale di metà campo. In questo modo, la squadra avversaria, concentrandosi sull'appoggio esterno, lascia disattenta la linea centrale. Ecco che il laterale viola affida la sfera a uno tra Borja Valero e Alberto Aquilani (dipende dalla zona) per poi consegnare il tutto a David Pizarro (a Roma assente).
È qui che inizia a prender corpo la Fiorentina. Un palleggio che si identifica successivamente a questo 'rito introduttivo'. A Roma, sono mancati giocatori centrali. Stefan Jovetic e il giá citato David Pizarro. Il cambio sostitutivo di Ruben Olivera è durato 45 minuti. Così come la posizione più avanzata di Juan Cuadrado. Nel secondo tempo Mounir El Hamdaoui ha trovato il suo terzo centro fuori casa.
Come sempre positiva la qualitá di Borja Valero, che però ha bisogno di un appoggio nello scambio, per esaltare il suo potenziale. Nella partita è mancato l'uomo che evolve i singoli. Fra questi dovrebbe esserci anche Matias Fernandez: l'artista, il cui talento lo rapisce in lunghe estasi, come Gustave Moreaut. Ma germoglierà a breve.


La Roma capitale
'Asfaltare' é un termine da soppesare, soprattutto nello scritto. Questa volta, però, l'eccezione è doverosa. Giallorossi dominatori indiscussi. La squadra di Zdenek Zeman sta trovando il compimento della sua fisiologia. Il gioco è identico dalla prima giornata, ma ora il ritmo e il collaudo si sono limati visibilmente. Un undici di temperamento e di qualità, che non lascia sfilacciamenti tra i reparti, e conduce per intero la partita.
Partendo da dietro, Leandro Castan e Marquinhos rappresentano la stessa garanzia che il tabacco costituiva per George Simenon. Con una qualità indiscussa: la lettura della situazione. Vero che Castan ha più piede, e che il giovane brasiliano è velocissimo nel recupero; ma entrambi lavorano di reparto con un'intelligenza tale che deriva principalmente dal talento. Panagiotis Tachtsidis va solo aspettato. Ha tutto per stabilirsi come giocatore di rilievo: fisico, autorevolezza, tocco rapido, colpo di testa. Ancora molto impreciso e talvolta 'ingenuo'. Ma è potente e determinato.
La Roma propone con costante iniziativa i centrocampisti dentro l'area. E l'uomo che ha capito meglio degli altri come farlo, è l'americano Micheal Bradley. Giocatore dalla flessibilità mentale spiccata, che gli permette di comprendere senza troppi richiami, i doveri a lui imposti. Ha sbagliato spesso l'ultimo tocco, ma è il pilastro strutturale che identifica l'idea del maestro boemo.
Ad oggi, insostituibile. Miralem Pjanic, invece, fenomenale. Una qualità di piede eccessiva, che in questo caso, supera il concetto di eccellenza. Non ha un baricentro per macinare troppi chilometri. Possiede, però, una tecnica che aggiunge valore ad ogni giocata della sua squadra. In un contesto nel quale Francesco Totti veste l'armatura del più longevo dei gladiatori, non resta che perseverare nella conquista di un qualcosa. Non ancora definito, ma sicuramente di prestigio.
Paradossalmente, Daniele De Rossi non sta mancando a questa squadra. Il nazionale italiano, indiscutibile nell'efficacia del suo temperamento, resta un mediano. Di lusso, sia chiaro, ma pur sempre un mediano. Si sa, che quello è un ruolo di forza additiva e non di stravolgimento.


Tommaso Fasoli
Mercoledì, 28 Novembre 2012 18:46

NFL: il Thanksgiving Day del football

Thanksgiving Day in America è sinonimo di sport e più precisamente di football. Tre le partite giocate nel giorno del ringraziamento (giovedì scorso), meglio conosciute come le Turkey-Bowls e tre sono state le vittorie esterne.

Prosegue la Bundesliga con l’undicesima giornata che regala tante emozioni: 30 reti, 6 rigori e 4 espulsioni. L’anticipo del venerdì vede il Mainz vittorioso per 2-1 sul Norimberga; la squadra allenata dal 39enne Thomas Tuchel è così in zona Europa League.
Sabato l’atteso incontro tra Bayern Monaco ed Eintracht Francoforte; i bavaresi dimostrano una netta superiorità sulla rivelazione del campionato, vincono 2-0 e consolidano il primo posto (fin qui dieci vittorie in undici partite). Lo Schalke tiene il passo e rimonta sul Werder Brema, 2-1 con le reti di Neutstadter e Draxler. La squadra di Gelsenkirchen è seconda a sette punti dal Bayern.
Il Borussia Dortmund, fin qui grande protagonista in Champions League, espugna Augusta per 3-1 ed è quarto a meno nove dalla vetta. Sempre sabato, l’Amburgo resiste per un’ora in’ inferiorità numerica sul campo del Friburgo e pareggia 0-0; altro pareggio nello scontro salvezza tra Fortuna Dusseldorf e Hoffenheim con gli ospiti in dieci per tutto il secondo tempo.
Domenica pomeriggio pioggia di reti: il Wolfsburg piega 3-1 il Bayer Leverkusen, l’Hannover espugna Stoccarda (da 2-0 a 2-4) in una partita con tre rigori ed è sesto; vittoria con lo stesso risultato per il Borussia Monchengladbach sul campo del Greuther Furth, rimasto in nove. L’undicesimo turno ha fatto contare 36 cartellini gialli e 4 espulsioni (1 sola diretta, a Kleine del Furth); una media di 30,4 falli a partita con Friburgo-Amburgo gara più fallosa (40 falli). I dati dell’undicesimo turno:


Mainz - Norimberga 2-1 (12’ Muller, 21’ Ivanschitz, 40’ Nillson (N) ). Spettatori: 31 mila circa.
Augusta - Borussia Dortmund 1-3 (8’ Reus, 51’, 70’ Lewandowski, 81’ Molders (A) ). Spettatori: 30 mila circa.
Bayern Monaco - Eintracht Francoforte 2-0 (44’ Ribery, 77’ rig. Alaba). Spettatori: 71 mila circa.
Fortuna Dusseldorf - Hoffenheim 1-1 (4’ Kruse, 39’ Joselu (H) ). Spettatori: 41 mila circa.
Friburgo - Amburgo 0-0. Spettatori: 24 mila circa.
Schalke 04 - Werder Brema 2-1 (16’ Hunt (W), 59’ Neutstadter, 69’ Draxler). Spettatori: 61 mila circa.
Wolfsburg - Bayer Leverkusen 3-1 (4, 16’ Diego, 33’ Bas Dost, 91’ Kiessling (B) ). Spettatori: 25 mila circa.
Greuther Furth - Borussia Monchengladbach 2-4 (10’ rig. Nehrig (G),22’ Wendt, 43’ Prib (G), 51’ Stranzl,57’ Herrmann, 92’rig. Marx). Spettatori: 18 mila circa.
Stoccarda - Hannover 2-4 (21’ Gentner (S), 37’rig. Ibisevic (S),57’ Sobiech, 65’rig. Schlaudraff, 68’ Abdellaoue, 73’rig. Abdellaoue). Spettatori: 50 mila circa.


Marco Da Pozzo

Nel 2012 ricorre il ventennale dalla disputa dell’ultima edizione della Mitropa Cup, la più antica e longeva manifestazione europea per club che si giocò, con qualche eccezione dovuta al periodo bellico, tra il 1927 ed il 1992

Che desideri si hanno nel vedere una partita? Fondamentalmente due: assistere a dei gol, e sperare che la tua squadra vinca (nel caso in cui si fosse tifosi all'interno del match considerato). Poi, le componenti additive arrivano a ripetizione: dribbling, una parata decisiva, la scivolata, il cross che attacca il primo palo in maniera perfetta. Ma rimangono comunque cornici di un quadro: come i gioielli e le rilegature nel tormento interiore di Des Esseintes. 
Il nucleo dello sport é dunque molto semplice, proprio perché l'essenza, ovverosia il fondamento, ne costituisce la matrice basilare. In Inghilterra, ad Holloway (London Borough of Islington) nell' anno 1886, prende corpo la storia dell'artiglieria marcata Arsenal. Dieci anni più tardi, il 26 ottobre, nascerá la Football Association. 
Il cannone che si rivolge ad Ovest, ha  sparato nel giro di poche ore due episodi assai particolari: la storia di un uomo centenario -nato nel 1912- che ha visto praticamente tutto il calcio targato Arsenal ad occhi aperti. E la partita bizzarra di League Cup contro il Reading. Sotto di quattro reti, i Gunners rimontano il gap per raggiungere un break even point necessario per tentare il sorpasso. Ai supplementari, come non fosse giá sufficiente un susseguo simile, segna prima Pogrebnyak (Reading), poi Walcott (tripletta) e Chamakh (doppietta), che sanciscono un 5-7 difficilmente associabile a una partita di calcio
Al di lá delle storie in sé, che suscitano sensazioni di incredulità e di follia, si tratta di fatti contenenti quello che il sistema calcio chiederebbe alla sua definizione. Due vicende hanno racchiuso il motivo di essere football: con la differenza che mentre Antoine de Saint-Exupéry enunciava un'essenza invisibile agli occhi, qui é mostrata in luminosissima chiarificazione. 
Abbassi le palpebre cinque minuti, e non serve essere tifosi dell'Arsenal per capire. Pensi a un uomo che contiene una storia di calcio sulla pelle, e a una partita che ha regalato 12 gol, con rimonte quasi senza senso. 
Da un lato c'é un tale Norman, personaggio apparentemente inventato da una penna inglese. Poi, però, ti accorgi che è una storia vera. Pensare di essere stato a contatto intimo con una maglia, in tutto il suo divenire, taglia il concetto temporale come ne ‘La città della donne’ di Fellini. Cambia soltanto il momento dello svegliarsi in treno: non ridacchi all’illusione, ma ti accorgi di essere giunto allo stadio. Di nuovo.
E poi c'é una squadra, magari la tua, che vince una partita persa. Si persa, perché ti trovi sotto di quattro reti, anche se é una coppa di lega. E mentalmente, inizi a considerare l'idea che ti stanno distruggendo. Sbatti contro un tempo che stringe, alle porte di una batosta pesantissima. Ma la palla entra una volta. Si vabbé, una. Eh giá, una. Poi due, tre, e infine quattro. Ne prendi un altro, ancora. 5-4. Ed é incredibile la forza di segnare altri due reti, che decidono l'incontro.
"We went from disaster to pride" recita Wenger, che guarda caso si chiama Arséne. Non é un discorso di emozioni e di stravolgimenti. O meglio, lo é, ma fino a un certo punto. 


Tommaso Fasoli

Pagina 1 di 59

ULTIME INSERITE 

  • 1
  • 2
  • 3

La finale scudetto del 1910: i ragazzini…

La finale scudetto del 1910: i ragazzini della Pro Vercelli contro l’Inter

Nel 1910, anno in cui si disputa il primo campionato di calcio a girone unico, per d...

La Mitropa Cup: l’antenata delle coppe i…

La Mitropa Cup: l’antenata delle coppe internazionali

Nel 2012 ricorre il ventennale dalla disputa dell’ultima edizione della Mitropa Cup,...

Sport e cavalli: Seabiscuit, il mito sen…

Sport e cavalli: Seabiscuit, il mito senza tempo

“...Un cavallo, un cavallo, il mio regno per un cavallo!”. Questo grida Riccardo III...

Supercoppa Europea: storia di una compet…

Supercoppa Europea: storia di una competizione

La storia della Supercoppa Europea: dagli inizi fino alla recente sfida che ha viso ...

Gli stadi storici: Maracanà, un fascino …

Gli stadi storici: Maracanà, un fascino più forte dei cambiamenti

Viaggio alla scoperta di quanto ha reso noto uno degli stadi più famosi del mondo: i...

Jesse Owens: il mito dell' Atletica legg…

Jesse Owens: il mito dell' Atletica leggera

Jesse Owens, atleta statunitense vera e propria stella delle Olimpiadi di Berlino de...

Estro e sregolatezza: John McEnroe, il r…

Estro e sregolatezza: John McEnroe, il rivoluzionario del tennis

Molti campioni del tennis fanno parlare di loro per i colpi migliori, divenuti con i...

Juventus Stadium: successo o errore di s…

Juventus Stadium: successo o errore di strategia?

Accolto tra la curiosità degli addetti ai lavori e lo scetticismo di quanti remano ...

Controcorrente (noto anche come Roma-Fio…

Controcorrente (noto anche come Roma-Fiorentina)

Nel 1884 Joris-Karl Huysmans offriva al pubblico il manifesto decadentista per eccel...

La storia di Wimbledon: viaggio nel giar…

La storia di Wimbledon: viaggio nel giardino di casa del “Re”

Si è da poco conclusa la 126° edizione di Wimbledon: l' approfondimento sul tor...

NFL: il Thanksgiving Day del football

NFL: il Thanksgiving Day del football

Thanksgiving Day in America è sinonimo di sport e più precisamente di football. Tre ...

Greg Louganis: la vita sofferta del re d…

Greg Louganis: la vita sofferta del re dei tuffi

La storia di Greg Louganis, il più grande tuffatore di sempre, vincitore di 4 ori ol...

Il Rugby, un gioco primario: Mandela, Ap…

Il Rugby, un gioco primario: Mandela, Apartheid e la forza dello sport

Il rugby ed il mondiale del 1995 vinto dal paese ospitante del Sudafrica, uno dei mo...

Argentina, quando il calcio è riscatto p…

Argentina, quando il calcio è riscatto politico: i mondiali del 78 e dell' 86

Nel 1978 l'Argentina vince il Mondiale disputato tra le mura amiche: a governare il ...

La torcida dell' Hajduk Spalato: il grup…

La torcida dell' Hajduk Spalato: il gruppo ultras più antico d' Europa

In Europa il primo gruppo organizzato di tifosi nacque in Croazia, precisamente a Sp...

I Più Letti

Banner

I BLOG DI RS




ESCLUSIVE RS

interviste2

RIVISTA SPORTIVA - SLIDESHOW 

http://www.rivistasportiva.com/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/563281pel__.jpg

Pelè

Edson Arantes do Nascimento Pelè, 92 partite e 77 gol con la nazionale brasiliana

http://www.rivistasportiva.com/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/433077owens.jpg

Jesse Owens

James Cleveland Owens detto Jesse (Oakville, 12 settembre 1913 – Tucson, 31 marzo 1980) alle Olimpiadi di Berlino del 1936

http://www.rivistasportiva.com/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/372050platini.jpg

Michel Platini

Michel Francois Platini: 72 presenze e 41 reti con la nazionale francese

http://www.rivistasportiva.com/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/538899Wilt_Chamberlain.jpg

Wilt Chamberlain

Wilton Norman Chamberlain, detiene nell' Nba il record di 100 punti realizzati in un'unica partita nel marzo 1962

http://www.rivistasportiva.com/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/683919maradona.jpg

Diego Armando Maradona

Diego Armando Maradona, 91 presenze e 34 reti con la nazionale argentina 

http://www.rivistasportiva.com/components/com_gk3_photoslide/thumbs_big/349052villeneuve.jpg

Gilles Villeneuve

Joseph Gilles Villeneuve, cinque stagioni alla guida della Ferrari: morì nel 1982 nel Gran Premio del Belgio