Martedì, 17 Aprile 2012 15:36

La Storia degli Europei: Spagna Italia del 2008

La storia dell' Europeo attraverso le partite storiche: nell'edizione del 2008 disputata in Austria e Svizzera, negli ottavi di finale si affrontarono l'Italia (allora campione del mondo) e la Spagna che di lì a poco sarebbe diventata la squadra più forte di tutte

A meno di due mesi al calcio di inizio della quattordicesima edizione della Coppa Henri Delaunay, meglio conosciuta come Europeo, che si disputerà in Polonia ed Ucraina, iniziamo un viaggio a ritroso nella storia del prestigioso torneo che da molti viene definito come il Mondiale senza Brasile e Argentina. Partiamo con l’ultima edizione del 2008 (disputata in Austria e Svizzera), vinta dalla Spagna, che ha dato il la allo strapotere del calcio iberico sia a livello di nazionale che di club, ripercorrendo la gara dei Quarti di Finale dove le Furie Rosse eliminarono l’Italia.
Per ammissione di giocatori e media spagnoli, infatti, fu proprio quella la partita chiave che ha cambiato radicalmente la storia del calcio spagnolo, che pur sempre ricco di talenti, mai aveva vinto come in questi ultimi anni. Era il 22 Giugno 2008 ed allo stadio Ernst Happel di Vienna si affrontavano i campioni del Mondo in carica dell’Italia contro la Spagna di Aragones.
L’Italia, dopo una falsa partenza, in cui aveva raccolto solo un punto in due partite nella gare contro Olanda e Romania, era riuscita a qualificarsi come seconda classificata, battendo i rivali storici della Francia per 2-0 con le reti di Pirlo e De Rossi, mentre la Spagna aveva da subito impressionato la critica vincendo tutte le partite del girone con 8 gol fatti e 3 subiti, guidata da uno straordinario David Villa, autore di 4 reti. La gara si preannunciava, quindi come una sorta di Finale anticipata dove la vincitrice avrebbe avuto la strada spianata verso la conquista del trofeo.
La forza della Spagna si basava su un centrocampo con un tasso tecnico straordinario formato da Xavi, Iniesta, Senna e Silva, nel quale anche Fabregas faticava a trovare spazio tra i titolari, mentre l’Italia come nei Mondiali 2006, puntava sulla compattezza del gruppo e sulla solidità difensiva, affidando alle invenzioni della coppia Toni-Cassano le speranze di far male all’avversario. Ne venne fuori, sin dalle prime battute, una gara con poche occasione da gol da una parte e dall’altra, con il centrocampo spagnolo a fraseggiare continuamente, in attesa di trovare il varco giusto, e la difesa italiana molto attenta a non lasciare alcun tipo di spazio all’avversario. Il primo tempo si chiudeva, così, sullo 0-0 con un presunto rigore non assegnato alla Spagna (contatto Ambrosini-Villa) ed un incursione di Torres non finalizzata da Silva.
La ripresa partiva, invece, subito con ritmi più alti con Iniesta che da pochi metri sprecava una clamorosa palla goal e Chiellini poco dopo a salvare su Torres. A scuotere l’Italia è l’ingresso di Camoranesi per Perrotta. L’oriundo dopo pochi minuti costringe Casillas al miracolo. Ma è un fuoco di paglia, la Spagna continua a macinare gioco e Buffon deve salvare due volte su Senna, una delle quali con l’ausilio del palo. Il fortino dell’Italia regge comunque il colpo e così si va ai supplementari.
Villa sfiora subito il goal, e poi Di Natale, subentrato a Cassano, impegna Casillas. La Spagna comunque teme l’Italia e non cerca di forzare l’affondo per evitare di essere punita in contropiede e con le squadre ormai stanche si va ai calci di rigore, con il brivido finale di un’incursione di Cazorla con tiro di poco a lato.
Dal dischetto iniziano gli spagnoli, con Villa che batte Buffon. A pareggiare i conti è Grosso, eroe del Mondiale 2006 che si conferma infallibile dal dischetto. E’ poi il turno di Cazorla che porta la Spagna sul 2-1, punteggio che rimane tale a causa dell’errore di De Rossi che, a differenza di Grosso, non ripete quanto fatto a Berlino. La Spagna ci crede e Senna batte ancora Buffon, con Camoranesi che prontamente riporta il risultato sul 3-2. E’il turno di Guiza che si fa ipnotizzare da Buffon, lasciando a Di Natale la possibilità di riportare il punteggio in perfetta parità. Ma Casillas sale sugli scudi e neutralizza anche questo rigore, regalando a Fabregas la gioia di portare la Spagna in Semifinale.
Dai titoli dei principali giornali spagnoli, si capì da subito quanto la vittoria fu vissuta come una vera e propria impresa. “Iker cambia la storia”- “Delirio”- “La Spagna rompe il sortilegio” e “Eroe Casillas” campeggiavano a caratteri cubitali sui media della Spagna.
La Spagna vinse poi il trofeo, sbarazzandosi di Russia e Germania, per poi ripetersi nei mondiali sudafricani del 2010.


Italia-Spagna: formazioni in campo

SPAGNA (4-4-2): Casillas; Sergio Ramos, Puyol, Marchena, Capdevila; Iniesta (59′ Cazorla), Senna, Xavi (59′ Fabregas), Silva; Villa, Torres (85′ Guiza). CT. Aragones.

ITALIA (4-3-1-2): Buffon; Zambrotta, Panucci, Chiellini, Grosso; Aquilani (108′ Del Piero), De Rossi, Ambrosini; Perrotta (58′ Camoranesi); Toni, Cassano (74′ Di Natale). CT. Donadoni.

ARBITRO: Fandel (Germania)

AMMONITI: Iniesta, Ambrosini, Villa, Cazorla


SEQUENZA RIGORI: Spagna - Italia

Villa gol; Grosso gol; Cazorla gol; De Rossi parato; Senna gol; Camoranesi gol; Guiza parato; Di Natale parato; Fabregas gol


Marco Morgante

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