Quante volte nella vita ci siamo chiesti “questo ci fa o ci è?”. Tante, forse abituati a vivere in una società esageratamente finta e ipocrita, anche troppe. A me è capitato nuovamente ieri e questa mattina scorrendo le pagine delle rispettive edizioni del più autorevole quotidiano sportivo italiano: La Gazzetta dello Sport.
Nell’edizione di lunedì 16 aprile, a pagina 12, dedicata ai piani di mercato della Juventus, Mirko Graziano ha riportato che “almeno un innesto è previsto in difesa. Nei mesi scorsi si è andati parecchio avanti nella trattativa per Anderson Vital da Silva, detto Dedè. Il 23enne gigante di Volta Redonda gioca nel Vasco da Gama e costa 6 milioni”.
Poco dopo, a pag. 19 della medesima edizione, ecco palesarsi l’arcano, stranamente di mezzo c’è nuovamente la Roma, negli ultimi tempi già al centro di tanti misteri, dalla scelta di Luis Enrique al reale valore di taluni nuovi acquisti, dagli obiettivi della proprietà alle polemiche sull’appartenenza della dirigenza alla massoneria.
Massimo Cecchini, notiziandoci in merito alle indiscrezioni sulla prossima campagna acquisti della società giallorossa, ha scritto che tra i vari obiettivi della Roma per puntellare il reparto difensivo c’è Dedè , 23 anni, del Vasco da Gama, due apparizioni in Nazionale, il cui cartellino verrebbe ceduto per 15 milioni.
Ricapitoliamo, in due pagine dell’edizione di ieri della Gazzetta viene citato tale Dedè, difensore in forza al Vasco da Gama, seguito sia dalla Juventus che dalla Roma. L’unica differenza sarebbe il costo del cartellino: se lo compra la Vecchia Signora il Vasco da Gama si “accontenterebbe” di 6 milioni, se lo compra la Roma il prezzo lieviterebbe a 15 milioni. Questi 9 milioni di differenza come vengono giustificati? Possibile che in 7 pagine il prezzo di un calciatore subisca un incremento di ben 9 milioni pari a circa 1,28 milioni a pagina, fortuna che la trattativa della Roma non è finita tra le pagine dedicate agli altri sport, altrimenti il prezzo avrebbe sfiorato il valore del cartellino di un campione affermato.
Nell’edizione di amrtedì 17 aprile, a pag. 17, Massimo Cecchini ribadisce l’interesse della squadra capitolina per il difensore brasiliano, evidenziano che il costo del cartellino non si attesta ma “parte” da 15 milioni. Ma 15 milioni per Dedè non sono troppi? Anche perché a una diretta concorrente, come specificato dalla Gazzetta, costerebbe meno della metà. Ad ogni modo credo che la situazione si possa spiegare in tre modi.
Soluzione 1: si tratta di una svista, il direttore del giornale non ha fatto caso che le due trattative erano state indicate da due giornalisti differenti, le cui fonti evidentemente divergono sul grado di affidabilità. Capita, soprattutto quando si chiude un edizione in tutta fretta. Il problema forse sorge dal fatto di non rileggere quanto scritto per evitare un ulteriore errore. Ma alla Gazzetta sono troppo bravi ed esperti per cadere in simili trappole.
Soluzione 2: la Juventus è più potente della Roma e, sfruttando il fatto che la Fiat sia la casa automobilistica più importante del Brasile, e ciò sia in relazione alle quote di mercato sia in termini di produzione, la squadra bianconera può portarsi a casa un calciatore con uno sforzo economico nettamente inferiore al prezzo che costerebbe alla Roma.
Soluzione 3: la Gazzetta della Sport sottolinea come la dirigenza della Roma compri i calciatori a quasi il triplo del costo del cartellino. Allora si è cercata una critica o si è voluto porre in evidenza qualcosa? Di certo la Roma nell’ultimo anno, e non sono il primo a dirlo, ha strapagato certi giocatori. Lamela è costato complessivamente 19 milioni e, oltre a belle speranze, non ha dimostrato nulla per giustificare tale spesa; Osvaldo 17, più di 1 milione a gol; Kjaer 4 fortunamente solo per il prestito, Bojan non si capisce quanto è costato e quanto costerà riscattarlo definitivamente e forse è un bene non saperlo. E via dicendo sulle altre trattative.
Insomma, giocatori sopravvalutati e pagati troppo, del resto anche Franco Baldini ha laconicamente riconosciuto che questi calciatori non hanno tenuto psicologicamente all’impatto con il calcio italiano e, in sede di mercato, qualche errore di valutazione, anche se non strettamente tecnico, si è commesso. Si forse questa potrebbe essere la risposta, un calciatore da 6 milioni viene pagato 15 dalla Roma perché la Roma spende. Lo scorso anno è successo, forse la Gazzetta ci ha voluto informare di questo.
Ma perchè questo spreco di soldi? Perchè la Roma ha i soldi degli americani? Perchè la Roma può permettersi di buttare milioni? Perché la Roma stringe accordi commerciali con le multinazionali? Perchè la Roma fa sottoscrivere aumenti di capitali ai propri azionisti? Perchè parte della Roma è ancora di Unicredit? Perchè la Roma risparmia sulle bollette dell'energia in quanto illuminata dal sole sui tetti di Roma? Perchè la Roma può spendere pur permettendosi il lusso di non voler (perchè, dal punto di vista tattico, di volontà si è trattato) partecipare alle Coppe Europee?
E invece la Juventus risparmia sui cartellini dei giocatori ma poi vanta uno stadio di proprietà, la Juventus non investe sui giovani strapagandoli ma compra vecchietti a parametro zero e poi lotta per lo Scudetto. Evidentemente, una questione di priorità e di politiche societarie. In definitiva, spero si sia trattato di un semplice e scusabile errore di stampa; voi che ne pensate?


















