Il campionato di Serie B 2011/2012 è stato senza dubbio altamente spettacolare e prolifico per gli attacchi messi in campo: 1.164 le reti segnate in tutta la stagione (nell’anno precedente erano state 1.123)con una media di quasi 28 per ogni giornata. Facile trovare in questo incremento la complicità del Pescara di Zeman, che ha chiuso con il migliore attacco a quota 90 (leggasi esattamente 90) reti realizzate: basti pensare che nella stagione precedente 2010/2011 il miglior attacco era stato quello del Siena a quota 67.
Tuttavia è interessante constatare anche come dietro questo dato si nasconda un altro fattore che merita di essere preso in considerazione, vale a dire il grande contributo dei bomber italiani. Per la verità ciò non costituisce una novità per la serie cadetta, anche in passato è spesso stato così: il vero distacco si avverte con la serie maggiore e per farci un’ idea basta dare un’occhiata ai dati.
Nel campionato appena concluso di Serie A tra i marcatori più prolifici troviamo solo 3 italiani tra i primi 10 della classifica: l’intramontabile Di Natale (23 gol) al terzo posto, il redivivo Miccoli del Palermo al quinto (con 16 reti) e la sorpresa Giovinco al sesto posto con 15. In sostanza, due che non si possono più definire dei giovanotti (Di Natale e Miccoli) ed una parziale (dato che da anni si parla bene di lui) sorpresa rappresentata da Giovinco. Intorno a loro, i vari Ibrahimovic, Cavani, Milito, Denis, Palacio, Jovetic, Klose. Tutti bomber d’oltre frontiera.
La tendenza è evidentemente inversa nella serie cadetta e, come detto, ciò non rappresenta una novità: spesso infatti i campionati di Serie B hanno portato alla ribalta bomber made in Italy. Che poi, bisogna dirlo, non sempre hanno soddisfatto le aspettative una volta fatto il salto di categoria o, per tirare in ballo anche le colpe dei club maggiori, non sempre sono stati presi in considerazione dalle squadre di Serie A portate per vocazione a prediligere attaccanti stranieri dal nome più accattivante. Che non necessariamente è sinonimo di risultato.
Rimanendo sulla stagione di Serie B appena conclusa, come detto, il consunto finale dei migliori marcatori è diametralmente opposto a quello della Serie A: tra i primi 10 marcatori infatti, 8 sono italiani e 2 stranieri. Entrambi brasiliani per la precisione (Calil e Jonathas) ed uno di loro di passaporto anche italiano (Calil). Inoltre i primi 6 posti sono occupati interamente da bomber italiani, il primo straniero della graduatoria è Calil al settimo posto con 17 reti (il capocannoniere Immobile ne ha 28), segue al non posto Jonathas con 16 reti. Il trionfo del made in Italy.
Ma andiamo a vederli questi bomber italiani della categoria cadetta: capocannoniere come detto è Ciro Immobile con 28 reti. Per lui, di proprietà della Juve, gioca a favore il fatto di aver giocato nella squadra dell’anno parlando di Sere B, ovvero il Pescara allenato da Zeman. E fare l’attaccante nelle squadre del boemo come noto, spesso è una pacchia. Chiedere a tal Vignaroli per conferma.
Segue a quota 21 Marco Sau della Juve Stabia: punta piccola fisicamente ma veloce e tecnica, di proprietà del Cagliari (dove potrebbe fare ritorno), è stata tra le sorprese positive della stagione. Anche lui guarda caso, per confermare quanto detto prima, nella stagione precedente (2010/2011) aveva militato in Lega Pro con la maglia del Foggia allenato da Zeman segnando 20 reti in 33 partite. In B ha addirittura superato quella quota, chissà che non continui a segnare anche in A.
Terzo posto a pari merito a quota 20 per Sansone (Sassuolo) e Sforzini (Grosseto): il primo è stato il finalizzatore del gioco di Pea che ha portato i neroverdi a chiudere il campionato in terza posizione dietro Pescara e Torino (Sassuolo uscito eliminato poi ai playoff dalla Sampdoria): è in comproprietà con il Siena ed è uno che si è fatto le ossa nelle serie minori. Potrebbe essere interessante anche per palcoscenici più importanti.
Sforzini ha segnato con continuità malgrado la stagione non proprio esaltante del Grosseto, fatta di ripetuti cambi di allenatore: romano di nascita, in carriera non aveva mai segnato così tanto (anche perché forse non aveva mai giocato con continuità). Che sia la sua definitiva esplosione?
A quota 19 reti, una vecchia conoscenza del calcio anche maggiore: Francesco Tavano. Quella sua all’Empoli è stata una stagione esaltante malgrado il campionato di bassa classifica della squadra: 19 reti per il non più giovane (33 anni) bomber che tra i cadetti ah sempre fatto al differenza: non quando ha provato a fare il grande salto (vedi Valencia e Roma). Resterà un rimpianto per i colpi che ha e per quello che avrebbe potuto dare al calcio italiano.
Dietro di lui a quota 18, troviamo invece una ventata di novità del panorama calcistico italiano: Lorenzo Insigne del Pescara (ed in comproprietà con il Napoli). Per lui vale il discorso fatto per Immobile, ovvero dei vantaggi derivanti dal fatto di poter giocare nel tridente di attacco di una squadra zemaniana: ha disputato una stagione straordinaria realizzando 18 reti quasi tutte di ottima fattura dimostrando di avere colpi importanti. Un potenziale campione se mantiene questa strada. Chissà che le sue magie un giorno non facciano impazzire il San Paolo dato che il Napoli detiene ancora metà del suo cartellino (è cresciuto nelle giovanili azzurre ed è napoletano di nascita e di fede).
A quota 17 troviamo 2 giocatori appaiati: Nicola Pozzi della Sampdoria, bomber con un passato anche in Serie A e che, forse, si è un po’ perso rispetto a quanto lasciato intravedere in passato; Caetano Calil del Crotone, brasiliano di passaporto italiano e con una discreta esperienza pregressa nella nostra serie cadetta. La buona stagione dei calabresi passa anche dai suoi gol.
A quota 16, altri 2 bomber a pari merito: Marco Sansovini del Pescara. Bomber non più giovanissimo (32 anni) di scuola Roma con una lunga carriera tra Serie C (poi Lega Pro) e B. È il capitano del Pescara dei miracoli 2011/2012 targato Zeman, con Immobile ed Insigne ha formato un tridente da quasi 60 reti.
Chiudiamo con Jonathas Cristian de Jesus Maurício, noto semplicemente come Jonathas, attaccante brasiliano del Brescia anche lui a quota 16 reti: brasiliano ancora giovane (classe 1989) è in prestito (dal gennaio 2011) dagli olandesi dell’ AZ Alkmar. In questa stagione si è messo in mostra tra i cadetti e risulta tra i giocatori più interessanti della categoria.
Come visto quindi, dal punto di vista dei bomber la Serie B parla italiano: e non è una novità. Prendendo a riferimento le stagioni precedenti, era spesso successo: nell’ anno precedente, 2010/2011, addirittura tra i primi 18 marcatori figurava un solo straniero. Pablo Gonzlaez del Novara a quota 15 in nona posizione. Prima di lui, Piovaccari (capocannoniere), Abbruscato, Bianchi, Calaiò, Bertani, Bonazzoli, Cacia e Coralli.
Idem nella stagione 2009/2010 ma con un’unica differenza: ai primi 2 posti vi erano altrettanti giocatori stranieri (Eder e Pinilla), nei successivi 14 tutti nomi italiani. E la deriva è la medesima anche se si torna indietro nei campionati precedenti. Per trovare un’altra stagione nella quale, come per il 2009/2010, tra i primi 3 marcatori almeno 2 erano stranieri, occorre tornare all’ anno 1993/1994 con Agostini capocannoniere seguito da Bierhoff e Batistuta; o alla stagione 1990/1991 con Baiano seguito da Balbo e Casagrande.
Anche prima di allora, come dopo, in vetta alle classifiche marcatori hanno sempre figurato per la maggior parte bomber nostrani.
Pierfrancesco Palattella


















