Pepe? Un idiota. Firmato Wayne Rooney, straordinario attaccante, forgiato dallo stile di Sir Alex Ferguson il cui Manchester in questi 25 anni difficilmente ha dato vita a comportamenti antisportivi e degni di censura.
Pepe? Per me ha giocato una grande partita. Firmato Josè Mourinho. Ecco la differenza.
Sulle motivazioni per cui Mourinho dovrebbe essere esonerato dall’amico Florentino non ci sono dubbi, per cui preferisco soffermarmi unicamente sulle dichiarazioni post-gara dell’allenatore portoghese.
Pepe? Per me ha giocato una grande partita. Ieri sera abbiamo visto il calciatore del Real Madrid sfoderare l’ennesima prova ridicola della sua carriera galactica. Falli inutili, reazioni, provocazioni, comportamento da bulletto di periferia, entrate in ritardo, simulazioni, ecc. Dal punto di vista tecnico poca roba. Tutto ciò davanti al mondo intero. E’ finita che Mourinho ha dovuto sostituirlo per evitarne l’espulsione. Poco dopo, quello stesso allenatore nel post-gara ne ha esaltato la prestazione.
Ma quale prestazione? Dipende dai punti di vista. Se la prestazione di Pepe non era diretta a distruggere il gioco del Barcellona quanto invece a distruggere le ossa dei suoi giocatori, allora sono d’accordo con Mourinho. Di solito un allenatore esalta la prestazione di un proprio giocatore quando fa cose straordinarie oppure esegue a regola d’arte il compito a lui assegnato. Se l’unica cosa straordinaria fatta da Pepe ieri sera riguarda il fatto di essere riuscito a non farsi espellere nonostante il gioco violento e antisportivo, allora mi domando se Pepe è stato l’esecutore di qualcosa ordinato dal suo mentore. L
ascio ai lettori la risposta.
Il nostro obiettivo è la Liga. Facile, troppo facile. Furbo come al solito. Eppure lo scorso anno la Coppa del Re dalle parti di Madrid era considerata un trofeo prestigioso. Già, dimenticavo, lo scorso anno serviva per dare un senso alla stagione dopo la manita e le tante vittorie blaugrana. Quest’anno invece è un trofeo da poco, salvo poi ricambiare idea se il Real dovesse passare il turno.
Ad ogni modo, Mourinho non può pensare di rimediare alla umiliazioni subite dalla propria squadra con la semplice affermazione in un campionato a due squadre. Se al Real fosse stata sufficiente un’affermazione nella Liga allora sarebbe stato confermato Pellegrini, che nella stagione 2009-2010 fece registrare 96 punti, ben 4 in più dello score del primo Real targato Mourinho. Serve di più. Soprattutto se si considera che il Barcellona quest’anno ha già vinto tre scontri diretti di cui 2 al Bernabeu (divenuto il giardino della Famiglia Guardiola), ha vinto tre TITULI, e ha fatto la doppietta Supercoppa Europea-Mondiale, vero obiettivo stagionale.
Di certo a fine anno il Presidente del Real Madrid non potrà presentarsi all’assemblea dei soci e giustificare gli investimenti con la sola Liga.
Attaccate me non la squadra. Non ci crede più nessuno. Stucchevole, ripetitivo, anche ingiusto nei confronti dei propri giocatori che vengono trattati come una banda di ragazzini alle prime armi e come comparse accanto al grande protagonista. Cristiano Ronaldo e Kakà hanno vinto tutto, sono stati pagati cifre record e presentati davanti a 80.000 e in diretta tv come i più forti giocatori del mondo. Devono essere loro i veri protagonisti dello spogliatoio madrileno. Nel bene e nel male.
Concludo con alcuni quesiti: con la cura Mourinho il parco giocatori del Real Madrid quanto si è svalutato? Giocatori e marchio valgono come nel giugno 2010? Il numero di tifosi nel frattempo è rimasto intatto?
Florentino rispondi tu.
Aggiungi Erik Banto su Facebook per leggere i commenti quotidiani


















