Matteo Ciofani, difensore dell’Ascoli classe ’88, inizia la sua carriera con la maglia del Pescara nella stagione 2007-2008 facendo il suo esordio in serie B il 5 maggio 2007 nella partita contro il Crotone persa per 3 a 2. Dopo alcuni anni di gavetta nelle serie minori (Bitonto e Angolana), viene acquistato nel 2009 dall’Ascoli tornando quindi nella serie cadetta. Nato come terzino destro ma che può essere impiegato anche come difensore centrale, Matteo in questa stagione ha tra l'altro incrociato da avversario, marcandolo, il fratello Daniel attaccante del Gubbio. Una particolarità questa della quale ci parla non nascondendo il desiderio di poter giocare, un giorno, in squadra con il fratello.
Matteo, come è nata la tua passione per il calcio? Come ti sei avvicinato a questo sport?
“La passione per il calcio ci è stata tramandata, a me e a mio fratello, da nostro padre che in un lontano natale del 1994 ci regalò una porta da calcio ed un pallone, io facevo i cross e mio fratello segnava. Già da allora cominciarono a delinearsi i nostri ruoli, io terzino destro e lui attaccante.”
Qual è la squadre per la quale facevi il tifo da bambino?
“Ho sempre tifato per il Milan, fin da quando ero bambino.”
Tu e tuo fratello giocate entrambi in Serie B e vi siete anche affrontati da avversari: come è stato trovarvi contro?
“Io e mio fratello Daniel ci siamo incontrati due volte quest’anno ed entrambe le volte ho vinto io. La prima volta è stato emozionante, era la seconda di campionato e non lo dimenticherò mai, vincemmo 3-2 a Gubbio e lui segnò il suo primo gol stagionale. La seconda volta qualche settimana fa. E’ stato già uno scontro diretto visto le nostre posizioni in classifica e questa partita ha avuto un sapore particolare perché giocando da difensore centrale ho dovuto anche marcarlo. E’ stato fantastico ! Entrambi eravamo andati a segno il sabato precedente ed è stata una sfida nella sfida. Abbiamo vinto di nuovo noi 2-1.”
Come era vissuto lo sport nella vostra famiglia quando eravate bambini?
“Mio padre ha sempre amato il calcio e ci ha trasmesso questa passione e l’amore per il Milan. Eravamo la classica famiglia che la domenica si ritrovava attaccata alla radiolina per sentire le partite.”
Ti piacerebbe giocare in squadra con tuo fratello? Avete avuto il precedente di Pescara anche se per poco tempo: cosa ricordi di quell'esperienza?
“Si un giorno spero di giocare insieme a mio fratello. Abbiamo avuto una parentesi a Pescara ma abbiamo giocato insieme solo una gara ufficiale, poi le nostre strade si sono divise. Dopo anni di gavetta nelle serie minori ci siamo ritrovati a giocare in Serie B, contro.”
Avete mai litigato in campo?
“Non abbiamo mai litigato ne in campo ne fuori, ci vogliamo molto bene e siamo molto legati.”
Ci dici quale è la tua caratteristica migliore in campo?
“Sono un giocatore molto duttile visto che in questi anni ho ricoperto tutti i ruoli della difesa; posso affermare di essere un calciatore che fa delle concentrazione la sua forza, con buona corsa e tanta tanta voglia.”
Un tuo pregio ed un difetto fuori dal campo, invece?
“Un mio pregio: sono molto caparbio, non mi arrendo mai. Un mio difetto: sono molto permaloso anche se sto cercando di migliorare questa parte del mio carattere.”
Che tipo sei fuori dal campo? Hobby, passioni?
“Sono un ragazzo molto tranquillo, lontano dallo stereotipo del 'calciatore'. Non ho un particolare hobby o passione, strimpello con la chitarra, guardo la TV e passo il tempo al PC.”
C'è qualcuno nel tuo ruolo a cui ti ispiri per caratteristiche e modo di giocare? E quello che ritieni essere al momento il miglior interprete in circolazione del tuo ruolo?
“Io sono innamorato calcisticamente di Thiago Silva, è il migliore difensore in circolazione. Nel mio ruolo visto che nasco come terzino destro, se devo fare un nome dico che il migliore è attualmente Maicon.”
L'allenatore che ha fatto di più per la tua carriera o quello a cui devi di più?
“Cetto di Mascio, l'allenatore che mi ha fatto crescere tantissimo nelle giovanili a Pescara. Poi negli anni ascolani ho cambiato sei allenatori. Tutti importanti e tutti che mi hanno lasciato qualcosa e mi hanno sempre dato fiducia, ringrazio tutti.”
L'allenatore dal quale ti piacerebbe essere allenato un giorno?
“Beh essendo milanista, come dicevo prima, spero un giorno di essere allenato da Allegri.”
Che campionato è la serie B italiana? Quali sono le maggiori difficoltà che si incontrano?
“La Serie B è un campionato particolare dove non sempre vince la più forte, ma la più organizzata. Togliendo il Pescara che vince e convince giocando un calcio fantastico, le altre sono tutte squadre abbastanza quadrate che sanno difendersi bene e far male quando ripartono in contropiede. Negli ultimi anni sono salite in Serie A squadre che non erano le più forti ma le più organizzate. E’ un campionato abbastanza equilibrato dove il risultato non è mai scontato.”
Le tue ambizioni, personali e di squadra, per questo finale di stagione?
“Beh la mia ambizione per quest’anno è quella di salvarci. Sono diversi anni che partiamo con forti penalizzazioni in classifica e in un modo o nell’altro c’è l’abbiamo sempre fatta. Quest’anno è più dura del previsto, ma siamo li in lotta e non molleremo un centimetro.”
Se non fossi diventato calciatore che strada avresti preso?
“Sicuramente avrei continuato gli studi e poi non so. Ho dato tutto me stesso per arrivare a questo punto e continuerò a farlo per coronare il mio sogno, quello di giocare in Serie A.”
E' questo il tuo sogno nel cassetto?
"Direi di si, quello di giocare in Serie A è il mio sogno nel cassetto. E poi ne dico un altro: quello di sentire un giorno, in campo, quella musichetta che mette i brividi un po' a tutti quelli che praticano questo sport; sto parlando ovviamente della musica della Champions League. Sarebbe veramente fantastico e, d'altra parte, sognare non costa niente.”
Marco De Grandis


















