Martedì, 01 Maggio 2012 16:06

Euro 2012 - I paesi ospitanti dell'Est: alla corte di Polonia e Ucraina

E' partito il conto alla rovescia in vista dell' Europeo 2012 che si disputerà tra qualche settimana in Ucraina e Polonia: presentiamo tutte le squadre che parteciperanno alla manifestazione iniziando proprio dalle nazionali padrone di casa. Polonia ed Ucraina

Che sia un Europeo ricco di speranze e significati per ognuno dei paesi partecipanti lo capiremo a breve, tra poco più di un mese. La storia del calcio inevitabilmente ci ha insegnato parecchio attraverso questa competizione che ogni 4 anni ha poco da invidiare ai più blasonati campionati mondiali. Ma che sia, questa, un'edizione diversa rispetto le altre, lo si era già capito dalla scelta dei paesi organizzatori.
Polonia e Ucraina si conoscono bene, non solo per essere vicine geograficamente (i 2 stati confinano tra di loro), ma perché qualcosa di più grande sembra legarle nel loro sofferto passato e prossimo destino. Inoltre quella che va dall'8 giugno al 1 luglio 2012 sarà la 14°edizione dei campionati europei di calcio, l'ultima che vedrà ammesse 16 squadre alla fase finale in quanto l'UEFA ha stabilito l'allargamento a 24 nazionali a partire dal 2016 con l'edizione che vede la Francia organizzatrice. Il logo è composto da un pallone variopinto affiancato da due fiori, uno rosso e bianco e l’altro giallo e blu, i colori rispettivamente della bandiera della Polonia e dell’Ucraina.
È stato anche varato lo slogan dei prossimi Europei, "Facciamo insieme la storia", un riferimento al fatto che per la prima volta i campionati europei di calcio vengono organizzati in paesi dell’est ex comunista. Per polacchi ed ucraini, questo di cui andremo a parlare e ad osservare dettagliamente, non è un semplice Europeo di calcio, ma il loro Europeo, il miglior modo per farsi conoscere a fondo da tutta l'Europa, l'occasione del riscatto tanto sperato che adesso il calcio, come è solito fare, gliela sta offrendo.


POLONIA

Presentazione

Dzien dobry Polska! L'Europeo è alle porte e il primo capitolo del grande libro verrà sfogliato a Varsavia, capitale di un paese che storicamente è sempre stato chiamato a difendersi dalle mire espansionistiche, sia militari che idealogizzanti, della Germania e dell'ex Unione Sovietica. Già, perché la ora Repubblica di Polonia ha avuto la sfortuna di fungere sempre da stato cuscinetto tra i due grandi blocchi rivali, il cosiddetto "vaso di ceramica" tra quei di ferro.
Dall'invasione nazista che fece esplodere le ire di tutta Europa al Patto Molotov-Ribbentrop, un trattato di non-aggressione col fine segreto di spartirsi la Polonia tra le truppe del Terzo Reich e quelle dell'Unione Sovietica; dal massacro della foresta di Katy? (l'esecuzione di massa di ufficiali e civili polacchi da parte dell'Armata Rossa per volere di Stalin) all'indifferenza degli Alleati, che riconobbero l'annessione della Polonia orientale all'URSS e lasciarono che il paese entrasse nel Patto di Varsavia, diventando così di fatto uno stato satellite comunista.
Dal terribile regime comunista alla nuova alba chiamata "Solidarno??", un sindacato indipendente nato dai primi scioperi dei lavoratori che con il tempo divenne una forza politica in grado di mettere in crisi il partito comunista e di vincere le elezioni parlamentari del 1989, e sostenere nel 1990 il Nobel per la pace Lech Wa??sa, il primo presidente eletto. Per molti polacchi questa è la vera indipendenza della Polonia, che a 20 anni da quest'ultimo episodio è pronta ad ospitare il torneo europeo nelle sue 4 città organizzatrici.


Città-Stadi

Secondo le regole emesse dall'UEFA in merito infatti, ciascuna delle due nazioni ospitanti potrà contare su un massimo di 4 stadi dislocati in 4 città differenti:

Varsavia
, con il suo modernissimo Stadion Narodowy capace di ospitare più di 50.000 spettatori, è sicuramente in prima linea. Capitale polacca dal 1956 (in precedenza Cracovia) è stata completamente ricostruita dopo esser stata letteralmente rasa al suolo a causa dei bombardamenti tedeschi subiti durante la Seconda Guerra Mondiale. Il nuovo paesaggio comprendente industrie e un'architettura pesante (è la quarta città europea per numero di grattacieli) ha reso Varsavia sicuramente meno amena rispetto ad altre belle zone naturali della Polonia. Lo Stadio Nazionale di Varsavia, l'ultimo impianto per UEFA Euro 2012 a essere completato, ospiterà, oltre che la cerimonia d'apertura ed il primo match del torneo (Polonia-Grecia), anche un quarto di finale ed una semifinale.

Viceversa Poznan, è una delle città più antiche della Polonia, fondata nel 1253. Oltre ad avere una bellissima cattedrale, una piazza del mercato molto ampia e un'università antica e rinomata, l'ex sede della monarchia ora ha anche lo Stadion Miejski, il più grande stadio in Polonia fino alla costruzione degli impianti a Wroclaw e Gdansk. Con i suoi 40.000 spettatori, questo impianto è spettacolare vederlo anche semplicemente da fuori.

La terza città è quella che Napoleone definì "la chiave di tutto", ovvero Gdansk (Danzica), per la quale anche lo stesso Hitler stravedeva, considerandola come un "corridoio" strategico per unire la Germania alla Prussia Orientale in mano tedesca. Sviluppatasi alle foci del fiume Motlawa e molto vicino al letto del Vistola (fiume da 1.050km), Gdansk è ancora il porto principale della Polonia ed è sempre qui che ha avuto origine il Sindacato Autonomo dei Lavoratori "Solidarietà" - Solidarno??. Il simbolo della città che si affaccia sul Mar Baltico è la fontana di Nettuno, simbolo del forte legame di Danzica con il mare (sono molti i cantieri navali presenti). Lo stadio è l'Arena Gdansk, che può ospitare più di 40.000 spettatori: la superficie curva esterna formata da 18.000 pannelli richiama l'ambra, la resina fossile molto lavorata in tutta la Polonia, e specialmente estratta lungo le coste baltiche. Quest'altro capolavoro dell'architettura ospiterà anche un quarto di finale oltre che la normale fase a gironi.

L'ultima, ma non meno importante, è Wroclaw (Breslavia), la quarta città della Polonia. Famosa per la gigantesca cattedrale di San Giovanni Battista o per il suo rigoglioso Orto Botanico, sicuramente il centro di maggior interesse è il Rynek, la seconda piazza in ordine di grandezza della Polonia, e la Rac?awicka Panorama, una rotonda lunga 114 metri che, oltre ospitare un quadro panoramico, rappresenta la Battaglia di Raclawice del 1794, quando i contadini polacchi sconfissero il grande esercito russo. Lo Stadio Comunale di Wroclaw è stato costruito come parte di un complesso che comprende uffici, sale conferenze, palestra, casinò e il museo della squadra locale, lo ?l?sk; può contenere fino ad un massimo di 42.000 spettatori.
Sicuramente la qualità e la bellezza degli stadi polacchi scelti per ospitare Euro 2012 è superiore rispetto a quella offerta dai vicini ucraini, tuttavia risulta essere più che una semplice defezione, l'imperdonabile errore di aver lasciato "in panchina" Cracovia, il gioiello sulla Vistola, famosa anche per aver dato i natali a Karol Wojty?a: Krakow infatti, possiede più del 25% dei patrimoni polacchi e vanta un centro storico annoverato tra i beni dell’UNESCO. Grazie alle sue meraviglie, la città è stata onorata con il titolo di Capitale Europea della Cultura nel 2000. Per non parlare poi della Piazza del Mercato Principale (Rynek Glowny), ovvero la più grande piazza in ogni città europea medievale, che comprende la magnifica Basilica Gotica della Vergine Maria (XIV secolo) e nel mezzo il Palazzo del Tessuto (XVI secolo); il castello e la cattedrale arroccati sulla collina Wawel; il Museo Czartoryski che custodisce la famosa “Dama con l’ermellino” di Leonardo da Vinci, e due Rembrandt. Quanto meno Cracovia è stata scelta dalla FIGC come sede di ritiro degli Azzurri durante i campionati europei.


Girone A

La Polonia, che non ha dovuto disputare le fasi eliminatorie poichè già qualificata in quanto paese ospitante, risulta essere la mina vagante nel gruppo A del torneo, insieme a Grecia, Russia e Repubblica Ceca. La Polonia è alla seconda partecipazione alla fase finale del Campionato Europeo UEFA, nonostante abbia invece partecipato a sette Mondiali, a partire dall'edizione del 1938 in Francia. Per quanto riguarda gli avversari che i biancorossi dovranno affrontare, la Grecia si presenta almeno a primo impatto un boccone facile: il  bilancio della Polonia nei 15 confronti contro la Grecia è di 10 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte; 29 gol fatti e 11 subiti. Inoltre ha vinto quattro delle ultime partite contro gli ellenici ed è imbattuta da sei.
La Russia è sicuramente l'avversario più atteso da tutti i sostenitori polacchi, anche per le vicende storiche sopra citate. Contro i russi il bilancio è in perfetto equilibrio: una vittoria, un pareggio ed una sconfitta (il bilancio contro l'Unione Sovietica è invece negativo: 2 vittorie, 3 pareggi e 6 sconfitte, con 8 gol realizzati e 23 subiti negli undici incontri disputati). Contro la Russia serviranno già molte più energie e fisicità, evitando di tramutarsi in galaretke (dessert polacchi simili a budini gelatinosi).
Infine la Repubblica Ceca, la nazionale con più esperienza in questa competizione rispetto alle altre tre. La Polonia cercherà in ogni modo di conquistare un'altra vittoria dopo i tre successi nelle ultime quattro sfide con i cechi. Anche qui, come per la Russia, vanno tenuti conto due diversi bilanci riguardanti i precedenti: il bilancio della Polonia in cinque partite contro la Repubblica Ceca è di 3 vittorie e 2 sconfitte, mentre contro la Cecoslovacchia è di 3 vittorie, 4 pareggi e 10 sconfitte.

Occhio a...

I portieri Wojciech Szcz?sny, ?ukasz Fabia?ski e Artur Boruc: potrà anche essere una piccola nazionale in confronto alle altre big, ma tra i pali è sicuramente tra le migliori squadre ad essere coperta. I primi due in forza all'Arsenal, più familiare a noi il terzo, estremo difensore della Fiorentina. Fuori dalla porta attenzione al trittico tutto targato Borussia Dortmund, neo-campioni della Bundesliga raddoppiando il successo dell'anno scorso: ?ukasz Piszczek, terzino di spinta abile nei cross (è il giocatore che ha fornito più assist del Borussia Dortmund nel campionato 2010/2011), Jakub B?aszczykowski, buon centrocampista che si fa chiamare Kuba (nome che porta anche sulla maglietta) e l'attaccante Robert Lewandowski, classe '88, rapido e preciso. Se il Borussia campione lo fa giocare titolare, un motivo ci sarà..questo mix di giocatori, se utilizzati bene, sarà come gli ingredienti del piatto tipico polacco, il bigos: belli da vedere, forti nel sapore, duri da digerire...
Coefficiente Uefa della nazionale: 28°


UCRAINA

Presentazione

Come la Polonia, anche l'Ucraina ha avuto un passato molto simile, dominato sulla scena dall'Unione Sovietica. In seguito alla caduta dello zar, dopo la prima guerra mondiale, l'Ucraina perse l'occasione per ottenere l'autonomia, perché i capi di stato ucraini non riuscirono a contrastare l'invasione dei sovietici. Dopo un periodo di completa anarchia e lotte intestine, nel 1922 l'Ucraina entrò ufficialmente a far parte dell'URSS come Repubblica socialista sovietica ucraina.
Inizia così per il popolo ucraino un lungo periodo di deportazioni ed esecuzioni fino all'apice della crisi raggiunto durante la Seconda Guerra Mondiale, quando l'esercito insurrezionale ucraino, prima accolse l'esercito tedesco come liberatore, per poi invece iniziare a combatterlo. Solo durante gli ultimi giorni di vita dell'URSS l'Ucraina potè finalmente dichiarare e costruire la propria reale indipendenza, riconosciuta il 25 dicembre del 1991. Il popolo ucraino elesse Leonid Krav?uk come loro primo presidente dell'Ucraina, e si rivelò da subito impaurito da possibili rivendicazioni russe, tanto che i rapporti tra le due nazioni furono all'inizio molto tesi; tanto più perché era rimasta ancora aperta la questione riguardante gli armamenti nucleari sul territorio ucraino (la Russia ha sfruttato l'Ucraina principalmente per le sue risorse geofisiche e come base militare in secondo luogo).
Nei primi anni del 2000 si assiste invece nel paese ad un gran numero di elezioni, quelle presidenziali tra tutte, le quali hanno attirato l'attenzione mediatica mondiale attorno a sè, per via di alcuni sospetti brogli elettorali e scandali all'interno delle due diverse fazioni politiche. Nonostante questo periodo di generale confusione, l'Ucraina e il suo popolo sembra esser pronto ad ospitare Euro 2012, sempre più vista come una prova che ha il sapore del "dentro o fuori" dall'Europa.


Città-Stadi

Attenendosi alle disposizioni UEFA, anche l'Ucraina ha scelto le sue 4 città che dovranno reggere il peso delle aspettative.

La prima non poteva che essere Kyev, la capitale del paese dal 1934 (prima Kharkiv), che, con il suo Stadio Olimpico da oltre 65.000 posti (inaugurato con il nome di Stadio Rosso di Lev Trotsky), ospiterà la finalissima di questa 14°edizione degli Europei di calcio, oltre che un quarto di finale. Pur avendo quasi 3 milioni di abitanti la città non sembra subire particolarmente questo dato sotto l'aspetto della mobilità. Le tre linee metro aiutano bene a muoversi all'interno del territorio. In una scultura nei pressi del Parco Navodnytsky vi è raffigurata una barca che trasporta quattro fratelli slavi che si ritiene siano i fondatori di Kiev. La sorella, Lybid, è a prua, mentre Schek e Khoryv sono in piedi con le lance, dietro di lei. Il terzo fratello, Kyj, cui si deve il nome della città, tiene il passato a distanza con il suo arco. Inoltre è di notevole interesse l'antica chiesa di Santa Sofia.

Donetsk
invece, è il principale centro della regione carbonifera dell'Ucraina, ciònonostante la città, attraversata da ben 5 fiumi, ha ricevuto il riconoscimento dell'UNESCO come città industriale più pulita del mondo. La Donbass Arena (lo stadio di Donetsk che ospiterà tre gare del Gruppo D, un quarto di finale e una semifinale), è un impianto unico nel suo genere: la parte esterna è completamente costituita da una copertura in vetro, la pista attorno al campo è inesistente rendendo lo stadio quasi una ciambella ed i giochi di luce proiettati appena cala il sole rendono spettacolare la casa dello Shakhtar, che può ospitare fino a 50.000 persone.

Molto vicina a Donetsk vi è Kharkiv, famosa per la bellissima cattedrale Blahovishchenskyi in stile turco e la Ploshcha Svobody (piazza della Libertà), la nona piazza più grande al mondo, che ospita l'università e gli edifici del governo come il Derzhprom, il primo grattacielo sovietico. Per quanto riguardo lo stadio del luogo, si tratta dello Stadio Metalist (40.000 posti), originariamente costruito su di un cimitero e inizialmente conosciuto con il nome di "Traktor Stadium", per via della sponsorizzazione di una ditta agricola.

Lo stadio più piccolo della competizione si trova invece a Lviv (Leopoli), ed è appunto l'Arena Lviv, con i suoi 30000 posti a sedere; piuttosto piccolo per poter ospitare partite di tale importanza. Forse la scelta di Leopoli è stata condizionata dal fatto che la città sia stata inserita nella lista dell'UNESCO come patrimonio mondiale dell'umanità. Di notevole bellezza sono sia il Teatro dell'Opera che il centro storico, situato al di sotto dell'altura dell'Alto Castello, il punto più alto del territorio con i suoi oltre 400 metri d'altezza dal livello del mare. La "Firenze dell'Est", inoltre, è vicina alla catena montuosa dei Carpazi, distanti un centinaio di Km circa.


Girone D

Ovviamente anche l'Ucraina era già qualificata alle fase finali non appena scelta come paese ospitante. La nazionale gialloblu è stata però meno fortunata dei "colleghi" polacchi in quanto sorteggiata nel girone D insieme a Svezia, Francia ed Inghilterra.
Priva di una nazionale fino al 1991 (poiché lo stato ucraino faceva parte dell'Unione Sovietica), la squadra ucraina non ha mai partecipato sinora ad un campionato europeo, venendo sempre eliminata durante le qualificazioni. Essendo quindi alla sua prima comparsa, i prossimi avversari, almeno sulla carta, si presentano in condizioni migliori e con un bagaglio di esperienza nettamente superiore all'Ucraina, che dovrà a questo punto farsi sospingere al massimo dal proprio pubblico, per tentare di superare il proprio girone o per non fare quantomeno una fine masochistica, come lo scrittore Leopold von Sacher-Masoch, originario proprio di Leopoli.
Si comincerà comunque contro l'avversario meno ostico del girone, la Svezia di Zlatan Ibrahimovic, con la quale mai si è scontrata finora l'Ucraina in una partita ufficiale (in 3 amichevoli, una vittoria un pareggio e una sconfitta): lì sarà importante centrare subito una vittoria. Poi verranno in ordine Francia ed infine Inghilterra; un altro punticino rimediato tra questi 2 incontri forse permetterebbe la qualificazione.  Per quanto riguarda l'Inghilterra, le due squadre si ritroveranno anche nel Gruppo H di qualificazione alla Coppa del Mondo 2014; inoltre chissà se Shevchenko farà utili l'esperienze raccolte durante la sua permanenza a Londra dal 2006 al 2009, quando giocava nel Chelsea, e dove ha conosciuto i nazionali inglesi, senonché compagni di squadra, John Terry, Frank Lampard, Ashley Cole e Glen Johnson.
Veramente negativo il trend con la Francia: 3 pareggi e 3 sconfitte nei 6 precedenti, di cui l'ultima per 4 a 1. L'Ucraina non ha ancora segnato un gol su azione, né vinto entro i tempi supplementari, contro una squadra europea nella fase finale di un grande torneo; è l'ora di invertire il rullino di marcia, ora o mai più. Nel caso in cui vi trovaste da quelle parti mentre la nazionale vi delude, consolatevi con un bel piatto di borscht, una zuppa di barbabietole con carote, patate e carne che vi appagherà.

Occhio a...Iil centrocampista Anatolij Tymoš?uk e l'eterno Andriy Shevchenko. Entrambi giocatori di grandi esperienza sono la spina dorsale di questa squadra: il primo detiene il record di presenze con la nazionale ucraina, il secondo è il miglior marcatore nella storia della stessa e capitano indiscusso. In un calcio giovane e frizzante non vi fate troppo ingannare dalle loro età oramai mature (33 e 35 anni): il piede giusto non passa mai di moda...
Coefficiente Uefa della nazione: 14°


Gianluca Fiume

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