Alla scoperta delle nazioni dell'Europa centrale; la Danimarca da sfavorita non ha nulla da perdere nel proprio girone, mentre i vicecampioni del mondo vogliono ripetere il cammino del Mondiale di due anni fa; vita facile, almeno sulla carta, per i cechi nel gruppo A, non per la Germania invece, una tra le candidate al titolo ma che parte in un girone di ferro.
DANIMARCA
Presentazione
Per alcuni, molti a dire il vero, il destino della Danimarca ad Euro 2012 è già segnato; per quasi tutti, il suo finale sarà tragico come quello del principino danese Amleto; ma per i pochi rimasti, non facenti parte dei primi due blocchi, sarà proprio questa precondizionata ed inevitabile situazione di inferiorità tecnica rispetto alle avversarie, che renderà la nazionale danese una mina vagante, un serpente in agguato, un belva da non sottovalutare.
Già, perché su un mazzo di 52 carte la possibilità di pescare un Jolly è veramente poca, ma mai impossibile; sicuramente il fatto di partire come svantaggiata e come l'anello debole della catena farà giocare i propri giocatori con maggiore paradossale tranquillità. Tra l'altro parliamo di una nazionale che ha anche già vinto un titolo europeo, e che quindi, oltre ad avere non poca esperienza a riguardo, ha anche in sè una sorta di vocazione a partire tra le sfavorite per poi stupire: l'Europeo vinto nel 1992 in Svezia infatti, ha visto un susseguirsi di colpi di scena; dalla qualificazione nel girone A raggiunta all'ultima partita (Francia ed Inghilterra hanno la peggio contro Danimarca e Svezia) alla semifinale contro la capolista del girone B Olanda finita ai calci di rigore, fino ad arrivare alla finale contro la Germania vinta per 2-0 e sorprendendo l'Europa intera.
Morten Olsen, il 62enne ct attuale, che rispetto a tutti gli altri suoi colleghi di Euro 2012 è quello che da maggior tempo occupa la panchina della propria nazionale (dal 2000), è consapevole di partire svanataggiato, ma non sconfitto, fiducioso nei suoi uomini; ecco la lista completa dei convocati:
Portieri - Stephan Andersen (Evian), Anders Lindegaard (Manchester United), Kasper Schmeichel (Leicester City).
Difensori - Lars Jacobsen (Copenaghen), Daniel Wass (Evian), Daniel Agger (Liverpool), Simon Kjaer (Roma), Andreas Bjelland (Nordsjælland), Simon Poulsen (AZ Alkmaar), Jores Okore (Nordsjælland).
Centrocampisti - Christian Poulsen (Evian), Jakob Poulsen (Midtjylland), William Kvist (Stoccarda), Niki Zimling (Club Bruges), Thomas Kahlenberg (Evian), Christian Eriksen (Ajax), Michael Silberbauer (Young Boys), Lasse Schøne (Nijmegen).
Attaccanti - Dennis Rommedahl (Brøndby), Nicklas Bendtner (Sunderland), Michael Krohn-Dehli (Brøndby), Tobias Mikkelsen (Nordsjælland), Nicklas Pedersen (Groningen).
Da notare come il portiere titolare della nazionale Thomas Sorensen, in forza allo Stoke City, non figuri tra i convocati per via di un infortunio recente alla schiena che ne ha determinato la sua esclusione; sicuramente questo peserà ancor di più sul destino già non troppo felice per i danesi. Ma mai abbattersi in anticipo; eravamo nella prima metà del 1800, quando il filosofo danese Søren Kierkegaard, alla luce dei suoi studi sull'esistenza umana, proponeva come soluzioni plausibili ai propri mali in vita, angoscia o disperazione; dopo un secolo e mezzo, Morten Olsen capovolge radicalmente la dottrina kierkeghiana: al diavolo la filosofia, servono fiducia in sè stessi e coraggio da vendere per superare codesto girone.
GIRONE B
La Danimarca arriva alla fase finale del torneo imbattuta da sei partite, precisamente con uno score di cinque vittorie e un pareggio (l'ultima sconfitta risale al 3-1 contro il Portogallo a Oporto nella fase di qualificazione), ed è stata sorteggiata nel gruppo B con Olanda, Portogallo e Germania.
Contro i primi i danesi non vincono da otto gare: cinque pareggi e tre sconfitte. L'ultima vittoria danese risale al lontano 1967: 3-2 nelle qualificazioni europee a Copenhagen. Sono inoltre da ricordare 2 incroci particolari, ovvero quelli riguardanti il ct Morten Olsen, che ha allenato in Olanda nella stagione 1997/1998 guidando l'Ajax al titolo nazionale, e Peter Schmeichel, che risultò decisivo nella sfida a rigori tra Olanda e Danimarca nella semifinale dell'Europeo 1992, quando parò il rigore a Marco Van Basten consentendo a Kim Christofte di trasformare poi il rigore decisivo.
Contro i lusitani il bilancio è sfavorevole ai danesi che contano finora 3 vittorie, 2 pareggi e 7 sconfitte; tuttavia la Danimarca ha vinto il proprio girone quando ha trovato nel raggruppamento il Portogallo nelle qualificazioni ad Euro 2012 e per i Mondiali FIFA 2010. L'ultima sfida, in scena il 17 giugno, vedrà come avversaria la Germania: anche qui lo score è negativo con 8 vittorie, 3 pareggi e 14 sconfitte, ma tutti ricordano la finale del '92 conquistata proprio con la Germania; inoltre la Danimarca non ha mai perso nelle ultime tre sfide contro i tedeschi (2 vittorie ed 1 pareggio), trattasi però di amichevoli e non di incontri ufficiali.
Occhio a... per rimpiazzare il portiere Thomas Sorensen nella lista dei convocati è stato scelto Kasper Schmeichel (25), figlio del più famoso portierone Peter Schmeichel, ex estremo difensore del Manchester United senonché appunto della nazionale danese con la quale ha vinto l'europeo del 1992. Forse non avrà modo di giocare neanche una partita, ma in caso contrario sarebbe bello rivivere le prodezze del padre nei movimenti del figlio, dopo 20 anni esatti dal trionfo di Peter.
Occhi puntati anche sul 20enne centrocampista Christian Eriksen: le aspettative sul giovane talento dell'Ajax sono già molto alte e chissà che non sia proprio questo l'anno della definitiva esplosione tale da renderlo un "pezzo inamovibile"; perché proprio di piccoli mattoncini è costituita la nazionale danese, messi uno sopra l'altro con cura dall'ingegnere Olsen da più di 10 anni di lavori in cantiere; ma sicuramente aveva cominciato a progettare sin da tenera età, grazie al gioco più famoso al mondo e proprio di origine danese, le Lego; pezzo dopo pezzo si riesce a costruire tutto...anche una squadra data per spacciata. Coefficiente Uefa europeo della nazione: 10°
OLANDA
Presentazione
Propriamente il termine Olanda identifica solamente 2 delle 12 regioni che costituiscono l'insieme dei Paesi Bassi, eppure nel dizionario comune si è soliti identificare con "Olanda" l'intero territorio; le cause di questo uso improprio della parole sono essenzialmente di origine storica perché nel corso dei secoli la regione olandese l'ha fatta sempre da protagonista rispetto alle altre: nel processo d'indipendenza contro gli spagnoli (Guerra degli Ottant'anni), durante la Guerra dei Trent'anni, nelle fasi del Colonialismo, con le Compagnie olandesi delle Indie occidentali ed orientali, nelle 4 Guerre anglo-olandesi per il controllo dei mercati marittimi etc.
Persino la stessa New York, l'attuale metropoli più famosa al mondo, era in origine chiamata Nuova Amsterdam, dal nome del villaggio fortificato del XVII secolo, che faceva parte della Nuova Olanda, fondato nel 1625 dalla Compagnia Olandese delle Indie Occidentali (solo nel 1664 sotto il dominio inglese venne ribattezzata con l'attuale nome di New York in onore di Giacomo II, Duca di York e Albany).
Altra incongruenza che salta subito all'occhio è il colore della maglia piuttosto sgargiante, che nulla ha a che vedere con i tre colori della bandiera dei Paesi Bassi: rosso, bianco e blu. In realtà anche qui i motivi sono da ricercare nella storia e precisamente nel XVI secolo, perché in origine insieme al bianco e al blu c'era l'arancione, ovvero i colori dello stemma di Guglielmo d'Orange, il più illustre esponente della casata Orange-Nassau (è tuttora l'attuale famiglia reale dei Paesi Bassi), il quale si pose a capo della Rivolta Olandese del 1565, che portò alla nascita della Repubblica delle Sette Province Unite. Era la cosiddetta Prinsenvlag (bandiera del principe), usata dai ribelli olandesi e successivamente da base per l'attuale bandiera dei Paesi Bassi, che venne adoperata verso la metà del'600.
Ed ancora, anche nel mondo del pallone, troviamo un'incongruenza nel leggere lo spoglio palmarès di quella che si tratta essere una delle nazionali più importanti nella storia europea, sicuramente tra i primi posti per numero di campioni sfornati: solamente una vittoria nell'Europeo del 1988 in Germania Ovest (Frank Rijkaard, Ruud Gullit ed i gol di Marco Van Basten trascinarono i compagni al successo), poi contiamo un terzo posto nel 1976 e le semifinali raggiunte nelle edizioni degli anni 1992, 2000 e 2004; per non parlare poi dei Mondiali, dove gli "orange" raggiunsero tre volte la finalissima senza mai vincere: nel 1974 (con Johan Cruijff in squadra), nel 1978 ed in quella recentissima del 2010 in Sud Africa, persa contro la Spagna.
GIRONE B
L'Olanda è nel girone di ferro del gruppo B insieme a Danimarca, Germania e Portogallo. Gli orange arrivano in ottima forma all'esordio dopo aver vinto le prime nove gare di qualificazione a Euro 2012, perdendo l'ultimo match per 3-2 contro la Svezia a qualificazione già assicurata.
Olanda e Danimarca si affronteranno nella gara d'esordio per la seconda volta consecutiva nella fase finale di un torneo (nel 2010 l'Olanda sconfisse la Danimarca per 2-0 nella prima partita del gruppo E durante i campionati mondiali in Sud Africa, grazie all'autorete di Agger e al raddoppio di Kuyt). Le due squadre si sfidano per la 31esima volta, con l'Olanda che finora è avanti con 12 vittorie, 10 pareggi e 8 sconfitte; 4 di questi confronti sono stati validi per un Europeo e hanno sancito 2 volte la vittoria olandese, un pareggio ed una vittoria per gli scandinavi.
Contro i tedeschi negli ultimi incontri non amichevoli (dalla riunificazione tedesca), l'Olanda ottiene una vittoria e un pareggio. L'ultima sconfitta in gara non amichevole risale invece agli ottavi di finale della Coppa del Mondo 1990 per 2 a 1. L'ultimo precedente invece è di data recente: Germania-Olanda del 15 novembre 2011 finita 3 a 0: Muller, Klose ed Ozil causano la peggiore sconfitta olandese in 15 anni.
L'ultima sfida invece vede come avversario il Portogallo: un avversario a dir poco stregato per i "Tulipani", che nei dieci precedenti complessivi, infatti, hanno vinto in una sola occasione, ossia 1-0 a Rotterdam nel 1991 per la sfida valida per le qualificazioni ad Euro '92. Più recente invece la cruenta sfida agli ottavi di finale del mondiale tedesco del 2006, giocata a Norimberga il 25 giugno, decisa da un altro gol di Maniche ma contraddistinta da ben 16 cartellini gialli e quattro rossi, due a testa: Costinha e Deco da una parte, Boulahroz e Van Bronckhorst dall’altra. La squadra di Van Basten verrà quindi eliminata.
Dal titolo conquistato nel 1988, l’Olanda supera sempre la fase a gironi pur non riuscendo più a raggiungere la finale; chissà se anche quest'anno sarà così; sicuramente molto dipenderà dallo Statolder ("Luogotenente" in olandese) Bert Van Marwijk, ct dell'Olanda.
Occhio a... Gregory Van Der Wiel (24), il giovane terzino destro dell'Ajax è da tempo sul taccuino di Mourinho che lo vuole a tutti i costi a Madrid, ma anche squadre italiane come la Roma sono sulle sue tracce. A centrocampo un occhio di attenzione ai piedi fatati di Wesley Sneijder; non viene sicuramente da un'ottima stagione per via di un infortunio e per il momento non particolarmente buono attraversato dal club neroazzurro, eppure nelle difficoltà Wesley esce sempre magari inventandosi un cross pennellato o un calcio di punizione imprendibile: basta guardare all'ultima amichevole contro l'Irlanda del Nord per apprezzare un suo gol su calcio da fermo ed un assist al bacio per Robin van Persie.
A proposito, il capitano dei gunners ha addirittura raddoppiato la prestazione del collega interista mettendo a segno 2 reti e 2 assist, e sarà sicuramente pericoloso per le difese avversarie: trattasi d'altronde del capocannoniere della Premier League 2011/2012 con i suoi 30 gol all'attivo (record personale in una stagione) e del vincitore del premio "Calciatore dell'anno in Inghilterra" (l'ultimo giocatore dell'Arsenal ad alzare questo trofeo fu nientemeno che Thierry Henry nelle stagioni 2002/2003 - 2003/2004).
La finalista dello scorso mondiale vuole confermarsi tra le big d’Europa e dimenticare lo scorso Europeo finito per colpa della Russia, ai supplementari (3-1 dopo l’1-1 nei 90 minuti). Per farlo dovrà ben tenere a mente il motto ufficiale della propria capitale Amsterdam ed essere quindi heldhaftig, vastberaden, barmhartig: ovvero valorosa, decisa, misericordiosa... misericordiosa nel non bucare troppo le divese avversarie. Coefficiente Uefa europeo della nazione: 2°
Segue: Euro 2012 - Gli stati dell'Europa Centrale / 2: Repubblica Ceca e Germania
Gianluca Fiume


















