Mercoledì, 06 Giugno 2012 10:42

Euro 2012 - Gli stati dell'Europa Centrale / 2: Repubblica Ceca e Germania

Entrambe prima divise in 2 stati separati l'uno dall'altro hanno raggiunto poi la propria riunificazione, sia a livello politico che a livello sportivo: un'unica nazionale di calcio da poter tifare in questo Europeo, un'unica maglia con cui vivere il sogno


                                                                     Segue a: Euro 2012 - Gli stati dell'Europa Centrale/1: Danimarca e Olanda


REP.CECA

Presentazione

La Repubblica Ceca ha molto in comune con la Germania. Non perché i due paesi confinino, ma piuttosto perché i loro destini si sono più volte incrociati all'interno delle manifestazioni internazionali, sia a livello europeo che mondiale. Inoltre, se la Germania ha subìto nel corso del XX secolo una suddivisione in due parti del proprio territorio, la Repubblica Ceca è proprio il frutto dello smembramento del suo ex territorio: la Cecoslovacchia; con le uniche differenze, che la suddivisone tedesca è stata vissuta con scontri e rivalità (salvo poi riconciliarsi ridiventando un unico stato), quella cecoslovacca è avvenuta in maniera pacifica e non ha avuto ripensamenti di alcun genere.
I due Stati che ne sono derivati, Repubblica Ceca e Slovacchia
, sono infatti ora autonomi e ben distinti l'uno dall'altro nello scacchiere europeo sin dal 1° gennaio 1993, data in cui cessò ufficialmente di esistere la Cecoslovacchia. Le motivazioni di tale dissoluzione devono essere ricercate principalmente nella cosiddetta Rivoluzione di Velluto del 1989 (una manifestazione non violenta che rovesciò il regime comunista cecoslovacco) ed intorno al vicino, in senso temporale, crollo dell'Unione Sovietica; quest'ultimo evento ha lasciato infatti maggiore libertà allo Stato dell'Europa centrale e fornito maggiore spinta d'iniziativa al governo federale del paese, che scelse così di dividere in due regioni il proprio paese, dopo aver esaminato a fondo le incongruenze economiche, ma soprattutto sociali, tra i gruppi etnici ceco e slovacco.
E' ovvio quindi che, durante l'esistenza dello Stato cecoslovacco (dal 1918 al 1993), i due futuri Stati che ne sarebbero derivati abbiano avuto come rappresentativa nazionale una sola squadra, poiché facenti parte dello stesso Stato.
E proprio la nazionale cecoslovacca ha raggiunto importanti risultati nella sua seppur già finita storia: due finali mondiali raggiunte ma fallite (contro l'Italia ad Italia '34 e contro il Brasile a Cile '62) e due terzi posti negli europei (Francia 1960 e Italia 1980); il risultato più stupefacente rimane comunque la vittoria nell'Europeo del 1976 (fase finale in Jugoslavia) contro la Germania Ovest: i cechi vanno in vantaggio per due volte e per due volte vengono raggiunti, ma nemmeno i supplementari bastano a decretare la vincitrice e così ci si affida ai rigori. Nei tiri dal dischetto, il centravanti della Cecoslovacchia, Antonín Panenka, conquista la scena ed entra nella storia quando, sul momento di battere l'ultimo decisivo rigore dei suoi, inaspettatamente calcia con il cucchiaio -decenni prima di Francesco Totti- beffando il portiere tedesco e decretando una vittoria magistrale.
Il trofeo è tuttora oggetto di discordanze fra le confederazioni internazionali: mentre la FIFA lo divide a pari merito fra nazionale ceca e nazionale slovacca, la Uefa invece ne attribuisce l'eredità esclusivamente alla Repubblica Ceca.
Alla caccia di un secondo titolo, che sarebbe altrettanto inatteso come quello del '76, il ct Michal Bílek ha convocato i seguenti giocatori:

Portieri - Peter ?ech (Chelsea), Jaroslav Drobný (Amburgo) , Jan Lastuvka (Dnipro Dnipropetrovsk).
Difensori -
Theodor Gebre Selassie (Slovan Liberec), Roman Hubník (Hertha Berlino), Michal Kadlec (Bayer 04 Leverkusen), David Limberský (Viktoria Plzen), Tomás Sivok (Besiktas), Marek Suchý (Spartak Mosca).
Centrocampisti -
Vladimír Darida (Viktoria Plzen), Tomás Hübschman (Shakhtar Donetsk), Petr Jirá?ek (Wolfsburg), Daniel Kolár (Viktoria Plzen), Milan Petržela (Viktoria Plzen), Václav Pila? (Wolfsburg), Jaroslav Plasil (Girondins de Bordeaux), František Rajtoral (Viktoria Plzen), Tomás Rosicky (Arsenal).
Attaccanti
- Milan Baros (Galatasaray), David Lafata (Jablonec), Tomás Necid (CSKA Mosca), Tomás Pekhart (Norimberga), Jan Rezek (Anorthosis Famagosta).


GIRONE A

La Repubblica Ceca arriva alla fase finale di Euro 2012 dopo aver superato lo spareggio contro il Montenegro con un secco 3 a 0, frutto dei due successi interni e esterni ottenuti (2-0 / 1-0). Lo spareggio è stato obbligatorio per la nazionale ceca in quanto classificatasi seconda nel gruppo I della fase a qualificazione, dietro solamente ai marziani spagnoli, ma con un distacco notevole di ben 11 punti: Spagna 24, Rep.Ceca 13, Scozia 11, Lituania 5, Liechtenstein 4.
Un cammino che comunque le ha permesso di partecipare alla fase a gironi e confrontarsi con le altre contendenti del gruppo A: Russia, Grecia e Polonia. I cechi, dopo aver perso in casa per 2-0 contro la Spagna nelle qualificazioni, hanno vinto le ultime tre partite ufficiali e vorranno ripetersi positivamente anche nella gara d'esordio con la Russia, in programma l'8 giugno a Breslavia; se da una parte si fa fatica a trovare precedenti tra le due squadre (solo il 3-3 del 1996 durante l'Europeo inglese) per via della loro recente nascita dopo il crollo dei propri regimi comunisti, dall'altra ce ne sono molti riguardanti i 2 ex paesi: su 12 confronti ufficiali la Cecoslovacchia ha il passato sfavorevole con sole 2 vittorie, 4 pareggi e 6 sconfitte contro l'Unione Sovietica.
Statistiche contrastanti anche per quel che riguarda i confronti passati tra Grecia e Rep.Ceca: la Cecoslovacchia ha sempre vinto contro gli ellenici (5 gare su 5), mentre la Rep.Ceca non ha neanche mai segnato nelle ultime 3 sfide con i greci (compresa la sconfitta in semifinale di Euro 2004 in Portogallo).
L'ultima sfida del girone vede opporsi i padroni di casa polacchi ai cechi: è vero che, dopo aver battuto nel proprio girone la Svizzera nei campionati europei precedenti (2008 - Svizzera/Austria), la Rep.Ceca vorrà vincere anche contro il paese ospitante di quest'anno. Tuttavia con la Polonia si contano finora 2 vittorie e 3 sconfitte; quando invece c'era ancora la Cecoslovacchia, il bilancio era favorevole agli ospiti con 10 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte.


Occhio a...
I cechi, insieme ai russi, sono i favoriti per superare il girone A: nella rosa di Bilek i nomi su cui prestare attenzione sono quelli della vecchia guardia, che hanno saputo unire l'esperienza alla fantasia creando un mix di buona qualità, anche se il livello della nazionale si è abbassato un po' rispetto a quello visto nelle ultime manifestazioni.
Occhio quindi all'estro di Tomás Rosicky, nonostante il recente infortunio subito in Premier che quasi lo stava escludendo dalla lista dei convocati, il centrocampista dell'Arsenal dovrebbe riuscire ad essere titolare sin dalla prima partita; in attacco c'è invece da dover fermare quel malandrino di Milan Baros. Gli anni passano, ma non la voglia di giocare a pallone, come neanche il fiuto del goal.
Infine, tra i pali, la Repubblica Ceca farà affidamento al solito Peter ?ech, una vera e propria sicurezza garantita quella del neo-laureato Campione d'Europa; a tal proposito lo ricordiamo bene nella recente finale contro il Bayern Monaco, nella quale si è messo in mostra positivamente parando prima un rigore ad Arjen Robben nei tempi supplementari e poi quelli a Ivica Oli? e Bastian Schweinsteiger nella lotteria finale dei calci di rigore; magnifico.
Coefficiente Uefa europeo della nazione: 15°


GERMANIA

Presentazione

"Ich bin ein Berliner" ovvero "io sono un berlinese": è la famosa frase pronunciata da John F. Kennedy, allora Presidente degli Stati Uniti d'America, dal balcone della sede provvisoria del governo di Berlino Ovest (il Rathaus Schöneberg), mentre era in visita alla città tedesca. Era il lontano 26 giugno 1963, in piena Guerra Fredda, ed il senso della frase non poteva quindi che racchiudere un profondo senso di critica all'influenza comunista della vicina Repubblica Democratica Tedesca e di Berlino Est filosovietica.
Eppure quella frase passò alla storia anche per altri motivi, come il bisogno di rimuovere quel Muro che separava le due parti della capitale tedesca, il piacere di amarsi come fratelli,il dovere di sentirsi orgogliosamente berlinesi. A quasi 50 anni di distanza da quella semplice frase, non solo i berlinesi, ma i tedeschi tutti, hanno una nazionale che li accomuna più che mai, un gruppo solido, una grande fiducia in sè stessi, una possibilità di sentirsi realmente vicini l'uno con l'altro; perché le nazionali e il calcio hanno più volte dimostrato di sapere unire realtà contrastanti (fino all'esistenza del Muro di Berlino esistevano due nazionali tedesche, una rappresentativa dell'Ovest ed una dell'Est.
Una compagine tedesca non era così forte da molto tempo ed ora, la squadra di Joachim Löw, vuole vincere qualcosa d'importante; gli ingredienti giusti sembrano esserci tutti d'altronde, a partire dallo stesso allenatore, che già ha traghettato i tedeschi ad un 3°posto agli ultimi Mondiali e ad un 2°piazzamento agli ultimi Europei, e da una rosa molto agguerrita; ecco la lista completa dei convocati:

Portieri - Manuel Neuer (Bayern Monaco), Tim Wiese (Werder Brema), Ron-Robert Zieler (Hannover 96).
Difensori -
Holger Badstuber (Bayern Monaco), Jérôme Boateng (Bayern Monaco), Benedikt Höwedes (Schalke 04), Mats Hummels (Borussia Dortmund), Marcel Schmelzer (Borussia Dortmund), Philipp Lahm (Bayern Monaco), Per Mertesacker (Arsenal).
Centrocampisti -
Lars Bender (Bayer 04 Leverkusen), Toni Kroos (Bayern Monaco), Mesut Özil (Real Madrid), Sami Khedira (Real Madrid), Marco Reus (Borussia Mönchengladbach), Bastian Schweinsteiger (Bayern Monaco), Mario Götze (Borussia Dortmund), Ilkay Gündogan (Borussia Dortmund).
Attaccanti
- Miroslav Klose (Lazio), Mario Gomez (Bayern Monaco), Lukas Podolski (Colonia), André Schürrle (Bayer 04 Leverkusen), Thomas Müller (Bayern Monaco).

Ma, come spesso accadde, un presente forte deriva da un passato glorioso; quello della Germania è a dir poco strabiliante: Campione del Mondo nel 1954, 1974 e nel 1990, è arrivata n questa competizione quattro volte al 3°posto (1934, 1970, 2006, 2010) e quattro volte al 2°posto (1966, 1982, 1986, 2002), non partecipando soltanto a 2 edizioni (nel 1930 per rinuncia e nel 1950 esclusa per via del secondo conflitto mondiale che l'ha vista protagonista in negativo).
Campione d'Europa nel 1972, 1980 e nel 1996, ha conquistato tre volte il 2°posto (1976, 1992, 2008), non disputando solo 3 edizioni (nel 1960 e 1964 per rinuncia, nel 1968 per mancata qualificazione). L'Europeo del 1964 è quindi l'unico caso di mancata qualificazione sul campo, tra le 5 esclusioni in totale che si registrano tra i due tornei; per il resto, complessivamente, è la nazionale europea con il maggior numero di partecipazioni e partite disputate all'interno delle 2 competizioni più grandi a livello internazionale, fino a contare 7 finali Mondiali e 6 Europee.
Da sottolineare come tutti questi trofei siano stati conquistati tutti mentre la Germania era divisa tra Repubblica Federale Tedesca dell'Ovest e Repubblica Democratica Tedesca dell'Est e che tutti siano stati conquistati dalla sola nazionale dell'Ovest, eccetto il titolo europeo vinto nel 1996, unico caso nel quale le due nazionali hanno disputato insieme la competizione, a seguito della riunificazione avvenuta il 3 ottobre 1990 successivamente alla caduta del Muro di Berlino (9 novembre 1989).
Un ruolino di marcia irrefrenabile quindi, tale da rendere il Panzer tedesco veramente temibile...


GIRONE B

Temibile per le proprie avversarie del girone: Portogallo, Olanda e Danimarca. I tedeschi cominceranno la propria avventura ad Euro 2012 con il Portogallo, contro il quale hanno vinto 8 volte, pareggiato 5 e perso 3 nei 16 precedenti tra le due squadre; equilibrata, invece, la statistica circoscritta ai soli Campionati Europei: nelle tre sfide precedenti si registrano una vittoria, un pareggio ed una sconfitta. Durante Euro 2008 la Germania supera 3-2 il Portogallo nei quarti di finale con le reti di Schweinsteiger, Klose e Ballack, accedendo così alle semifinali; in quell'occasione il cammino tedesco s'interruppe solo in finale contro la Spagna. Proprio insieme agli spagnoli, la Germania è l'unica squadra ad avere superato a punteggio pieno la fase di qualificazione di Euro 2012.
Olanda e Germania invece si affrontano per la 39esima volta: 14 vittorie per la Germania, 14 pareggi e 10 vittorie per l’Olanda; tuttavia, nell'orbita dei soli Campionati Europei, la Germania ha un saldo leggermente negativo contro la nazionale arancio: una vittoria per 3-2 nel 1980, un pareggio per 1-1 nel 2004 e due sconfitte nel 1988 (1-2) e nel 1992 (1-3).
La sfida più importante fra le due nazionali rimane comunque quella della finale di Coppa del Mondo del 1974 in Germania, conclusasi con la Germania Ovest sul gradino più alto dopo aver battuto l'Olanda per 2-1. Una finale mondiale ricordata per essere la prima in cui vengono assegnati dei calci di rigore e perché ha visto trionfare, e qui c'è il collegamento agli Europei, una nazionale che aveva già conquistato il titolo europeo due anni prima (1972), divenendo così la prima squadra di sempre a conquistare il Mondiale da campione d’Europa in carica.
L'ultima gara del girone per i tedeschi vedrà la Danimarca come ostacolo, sicuramente la partita più soft fra le tre; tuttavia anche se contro i danesi la Germania ha finora totalizzato ben 14 vittorie nei 25 precedenti storici, la Germania ha vinto una sola volta nei tre soli incontri ufficiali tra questi 25 ( il 2-0 ad Euro 1988). Da ricordare però la sconfitta più ampia nella storia della nazionale di calcio danese inflittagli proprio dalla Germania: era il lontano 16 marzo 1937 quando l'amichevole di Breslavia finì 8 a 0 in favore dei tedeschi.

Occhio a... E' vero! 1/3 dei giocatori convocati dal ct Löw milita nel Bayern Monaco (8 su 23); e come non chiamarli d'altronde, dopo l'ottima (anche se sfortunata) stagione disputata dagli elementi del club tedesco più famoso in Europa. Tuttavia sarebbe troppo sminuitivo citarne solamente qualcuno e non tutti e 8.
In controtendenza quindi, puntiamo gli occhi questa volta su André Schürrle (21), il baby attaccante fenomeno del Bayer Leverkusen, che nella stagione passata é stato tra i protagonisti della grande annata del Mainz, nella quale si laureò capocannoniere della squadra dopo aver realizzato 15 gol in 33 partite.
Sempre in attacco compare il nome di Miroslav Klose: difficile trovare un aggettivo per descrivere la sua splendida stagione con la Lazio di quest'anno, nonostante l'infortunio patito nell'ultima parte. Il club biancoazzurro sembra abbia saputo rivalutare a pieno le qualità dell'abile attaccante di origine polacche.
Sangue polacco scorre anche nelle vene di Lukas Podolski, il 27enne attaccante della nazionale con la quale ha quasi raggiunto le 100 presenze. Al centrocampo attenzione alla creatività di Mesut Özil: se non segna distribuisce assist.
Mettetevi comodi in poltrona, lo spettacolo è garantito, perché la squadra di Löw non perde una partita ufficiale dall'1-0 per mano della Spagna nella semifinale del Mondiale 2010, e, quest'anno, è pronta a dare tutto con "Sturm und Drang" (Tempesta e Impeto). Coefficiente Uefa europeo della nazione: 3°


Gianluca Fiume

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