Ebbene sì, gli Europei sono partiti e dopo una bellissima cerimonia inaugurale, lo spettacolo “vero”, quello che tutti i tifosi aspettano di godersi fino al primo luglio, è iniziato.
Ad aprire la prima giornata di Euro 2012 ci hanno pensato i padroni di casa della Polonia contro quella Grecia che ad Euro 2004 ha incantato e sorpreso tutti, giocando anche quell’anno la gara inaugurale contro i padroni di casa (il Portogallo) e poi riuscendo nell’impresa di ripresentarsi quasi come ospiti non invitati, alla finale del torneo portandosi a casa il trofeo. Un segno del destino? Forse, ma quest’anno sarà molto più difficile o almeno sembra.
Già in questa prima giornata appena conclusa, il calcio ha rinnovato la sua inesauribile capacità di scrivere un romanzo in 90 minuti. Finora partite mediocri, con pochi spunti tecnici e tattici, eppure adrenaliniche come una corsa su montagne russe. Già. Quella Russia capace di stupire, vincendo 4-1 contro la R.Ceca al debutto e ritagliandosi un posto tra le protagoniste di questa competizione europea. Anche perché le grandi stentano.
I principali favoriti, gli spagnoli di Del Bosque, si fanno fermare sul pari dalla nostra Italia, brava ad arginare il famoso “tichi-taca” delle furie rosse e a colpire in contropiede nei momenti opportuni. Delle big vince solo, soffrendo e non poco, la Germania grazie alla “capocciata” di Gomez che ammazza psicologicamente un Portogallo non solo CR7. Perde addirittura l’Olanda dei big 3 Snejider-Robben-Van Persie (è la sorpresona di giornata), mentre Francia e Inghilterra non si fanno del male e non vanno oltre l’1-1 offrendo uno spettacolo davvero molto scialbo. Infine vincono i padroni di casa dell’Ucraina trascinati da uno Sheva che non ti aspetti e superando una Svezia Ibra dipendente.
Questi gli spunti offerti dalla prima giornata di Euro 2012. Ora proviamo ad immaginare la top 11 che ha maggiormente esaltato e incantato gli oltre 50 mila spettatori che hanno affollato gli stadi, teatri della manifestazione.
Modulo: 3-5-2
Tytov (Polonia); Lescott (Inghiltera), De Rossi (Italia), Hummels (Germania); Pirlo (Italia), Peresic (Croazia), Iniesta (Spagna), Arshavin (Russia), Dzagoev (Russia); Shevchenko (Ucraina), Mandzukic (Croazia).
Allenatore: Advocat
Il modulo da noi scelto è un 3-5-2 molto offensivo. Di certo stiamo parlando di un gioco considerando che una squadra del genere, così offensiva e sbilanciata, a nessun allenatore verrebbe in mente di schierare. Partiamo dalla difesa:
in porta abbiamo scelto Tytov, eroe nazionale, per aver ipnotizzato dagli undici metri Karagounis. Il portiere polacco entra per sostituire Szczesny espulso e con la nazione sull’orlo del dramma e si guadagna i gradi da “santo subito”. In difesa non potrebbe non esserci Daniele De Rossi reinventato centrale da Cesare Prandelli. Era stata la vera e forse unica scoperta di Luis Enrique e Prandelli, nell’emergenza assoluta, lo dispone nel mezzo a coprire e respingere le avanzate delle furie rosse. Daniele risponde presente confezionando una prestazione super tanto da far scomodare paragoni illustri. I più anziani scomodano Beckenbauer, i più giovani Mascherano. Il c.t. l’avrebbe voluto partecipe a centrocampo, incontentabile Prandelli, ma senza le chiusure di De Rossi l’Italia avrebbe preso gol già nel primo tempo.
Affianco al centrale romanista ci inseriamo Lescott autore di un gol (il primo per lui in Nazionale) che testimonia come l’Inghilterra anche senza Rooney e Lampard è ancora viva; e Hummels bravo a resistere, quasi eroicamente, ai continui attacchi e sussulti portoghesi guidati da C.Ronaldo e Nani.
A centrocampo una batteria di fantasisti. Al centro, in cabina di regia, come prescindere da Pirlo. Il bianconero anche quando sembra essere meno coinvolto, illumina. L’assist per Di Natale è un mix di poesia, filosofia e aritmetica. Spazio e tempo che s’incastrano. Pirlo, ormai, vede cose che noi umani non possiamo nemmeno immaginare.
Al suo fianco ci piantiamo Iniesta, altro fenomeno che scrive poesia con i piedi. Lo spagnolo quando entra in area la mette a soqquadro. Non c’è verso di arginarlo e con i piedi fa ciò che vuole; e Dzagoev che guida la sua Russia ad una vittoria sacrosanta anche grazie ai suoi due destri di rara bellezza, precisione e potenza.
Sulle fasce ci sono Peresic, classe ’89 del Borussia Dortmund. Può giocare di punta ma con Bilic gioca come quarto di sinistra. Piedi, scatto e intuizione come chiedere di più? A sinistra, come non inserire lo zar, quell’Andrey Arshavin vero top di giornata. Corre, tratta la palla come la sua sposa. È dappertutto, e in ogni dove gioca e inventa: parte largo a sinistra e poi svaria con anarchica intelligenza, creando scompensi agli altri e giocate per i suoi. Lo Zar è lui e anche quando pare impossibile qualcosa fa.
Infine in attacco troviamo il capocannoniere del torneo Sheva, affiancato da Mandzukic. Il croato apre la partita contro l’Irlanda con una girata vincente di testa e la chiude propiziando, ancora di testa, l’autorete di Given. Tipo massiccio che sa far male insomma. Al suo fianco l’eroe di giornata: Andrey Shevchenko. L’ucraino vive il suo giorno perfetto segnando due gol a casa sua. Lui ha ripagato Kiev con una partita che sembra una favola. Per lui, e per tutto un Paese che vive questo Europeo come una rivincita. Ha oscurato la stella di Ibra con due gol che hanno scatenato il delirio in un’intera Nazione.
Ad allenare i big 11, l’artefice della sorpresa: Dick Advocaat. La sua Russia è attenzione e stucco, sudore e scatti, fame e giochi offensivi progettati e studiati da un allenatore, maestro di tanti.
Questa la prima formazione che più ha incantato la prima giornata di Euro 2012. Ma ci saranno altre sorpresone c’è da scommetterci, infondo siamo solo all’inizio.
Fabio Trallo


















