Anche la seconda giornata di Euro 2012 è stata archiviata con verdetti che sembrano già certezze. Una seconda giornata nel segno dei bomber, quelli di peso che, a suon di gol, ti cambiano la partita. Leggi bomber e pensi a Gomez (autore di una doppietta spremi orange) e Torres (tornato prepotentemente a far la voce grossa sottoporta).
Le strafavorite per la vittoria finale, Spagna e Germania, vincono trascinate dai rispettivi “numeri 9” e avanzano, indiscusse, verso il traguardo finale. Bomber che forse manca alla nostra Nazionale. Troppo “piccoli” i vari Cassano, Di Natale, Giovinco per prendere spazio in area e segnare quei gol “sporchi” che solo un bomber di razza sa fare. Quanto sarebbero serviti un Matri o Pazzini qualsiasi, che magari di “Destro”avrebbero regalato una gioia in più ad un’intera Nazione!
E invece ci tocca sperare nelle invenzioni di un Pirlo, formato super, e osservare come quel famoso bomber alto, forte e grosso, identikit perfetto di un Mandzukic cannoniere del torneo, segni con la cattiveria giusta il gol del pari. Due punti in due partite per la banda Prandelli, ora costretta a sperare di non di digerire un biscotto che potrebbe rilevarsi più amaro del solito (già otto anni fa, ad Euro 2004, danesi e svedesi ci offrirono un biscotto “nordico” davvero poco digeribile).
Intanto Carroll e Wellbeck, guarda caso altri due bomber, eliminano il bomber principe Zlatan e una Svezia con buone idee dal punto di vista tattica, ma poca materia prima per renderla vincente. Inghilterra che vince, aggancia la Francia, vittoriosa 2-0 contro i padroni di casa dell’Ucraina, e si prepara alla battaglia di martedì contro Sheva e compagni. Ma i ragazzi di Hodgson avranno due risultati a loro favore e un Rooney fresco e motivato. E che ruolo ha Rooney? Risposta scontata! Il bomber naturalmente, quello che manca alla nostra Nazionale.
La selezione della seconda top 11 di Euro 2012 annovera come modulo il 3-4-3 tutta fantasia, con due giocatori sulle fasce che spingono freneticamente e naturalmente tre bomber che la buttano dentro. Difficile gestire tatticamente una squadra di questo calibro, sarebbe complicato anche per un allenatore esperto e vincente come Low (il prescelto di questa giornata) riuscire a creare quegli equilibri tali da poter gestire la partita. Ma a noi piace il bel gioco e il calcio spettacolo, e allora la nostra proposta per la top 11 della seconda giornata è la seguente:
Formazione (3-4-3): Pyatov (Ucraina); Gebre Selassie (R.Ceca), Mellberg (Svezia), Pepe (Portogallo); Walcott (Inghilterra), Pirlo (Italia), Silva (Spagna), Blaszczykowski (Polonia); Welbeck (Inghilterra), Gomez (Germania), Torres (Spagna);
Allenatore: Low
In una giornata in cui i portieri sono stati poco impegnati o comunque con poche parate, diciamo spettacolari, il nostro prescelto è il portiere dell’Ucraina Pyatov che compie un miracolo su un colpo di testa di Mexes (eravamo ancora sullo 0-0) illudendo un popolo. Peccato, infatti, che le sue super parate sono state vanificate, nella ripresa, dalla sciatteria dei compagni.
La linea difensiva è composta da un terzino vero, quel Gebre Salassie della R.Ceca, sconosciuto prima d’ora, che ha fatto impazzire il dirimpettaio greco. Gambe da maratoneta, buoni piedi (suo il cross teso per il 2-0), sale altissimo e sa anche contrarre. Non a caso Zeman e gli osservatori del Tottenham ci hanno messo già gli occhi addosso.
Al suo fianco ci inseriamo due difensori forti fisicamente, alti e con la licenza di far gol. Stiamo parlando di Pepe, insuperabile di testa, bravo a confezionare un gol da centravanti puro; e Mellberg capace di segnare un gol e mezzo (autorete di Johnson) e difendere sempre efficientemente.
A centrocampo sale in cattedra il nostro professore Andrea Pirlo. Le sue geometrie e verticalizzazioni sono sempre qualcosa di unico. Inserito nella top 11 due volte su due, di lui proprio non si può fare a meno. Lo sa bene Prandelli, ormai la sua e la nostra Italia è davvero “Pirlo centrica”. Il nostro pifferaio magico vince la personale sfida con Modric e fa arrossire Pletikosa con una punizione delle sue. Che Italia sarebbe senza Pirlo?
Al suo fianco ci vorrebbe sempre un’incontrista abile a rubar palla. Ma nella nostra squadra c’è spazio solo per gente dai pedi fatati. Ed ecco allora Silva, abile a regalare al mondo tocchi di precisione balistica e a Torres la rete del 2-0. Il citizen gioca spesso con il compasso. Sulle fasce ecco due velocisti con il motorino nelle gambe. A sinistra troviamo Walcott che entra al posto di Milner e cambia la notte inglese. Fa gol, corre e ispira i compagni, più di così Hodgson non poteva chiederli. A destra invece, c’è quel folletto di Kuba Blaszczykowski che soffre, sbuffa e insiste per tutta la partita fino a quando, al minuto 12 del s.t., segna Il gol che vale il prezzo del biglietto. Finora è la rete più bella del torneo che tiene in vita una Nazione intera.
In attacco come non dar spazio a tre bomber di peso. Gomez è un centravanti che si sbatte tantissimo: corre, aiuta i compagni, si presta a fare la sponda, detta il passaggio in profondità, va persino in pressing. E poi, quando suona la campanella, lui è pronto. Marione, Super Mario, il Torero, chiamatelo un po’ come preferite, volteggia due volte abbattendo l’Olanda e regalando anche delicatezze come in occasione del secondo gol. Al suo fianco ecco il Nino Torres.
E’ l’unico che gioca spalle alla porta e sa dialogare nello stretto con i compagni. Anche se non fondamentale, sappiamo bene che la vera forza della “roja” resta in mezzo al campo, Torres è molto utile. Forse condizionato dal dibattito “centravanti si centravanti no”, spesso pare un falso 9 ma anche girando al largo fa 2 gol e partecipa al terzo. Più di così?
Infine, negli 11 titolari, inseriamo anche il giovane inglese Welbeck tanto caro niente di meno che a Sir.Ferguson, il suo mentore. Hodgson lo inserisce come seconda punta al fianco di un bomber vero come Carroll, e lui segna la rete copertina di questa giornata, un colpo di tacco in corsa che lascia immobile Isaksson. Salta in piedi anche Rooney: il suo sostituto non lo ha fatto rimpiangere, anzi ora togliergli il posto diventa un po’ più complicato.
Ma in fondo, quando sei bomber o centravanti che sia e hai il gol nel sangue un posto negli undici titolare lo si trova sempre. Lo sa bene Low, il nostro allenatore della seconda giornata, che mai rinuncia a gente come Gomez o Klose, dovrebbe cominciarlo a capire anche il nostro c.t. Prandelli. Ma noi, dei nostri “piccoli” attaccanti ci fidiamo, “biscotti” permettendo.
Fabio Trallo


















