Mercoledì, 20 Giugno 2012 12:32

Euro 2012 - Gli Stati dell'area mediterranea: Italia e Francia

Penultimo appuntamento con la rubrica sugli Europei di Polonia ed Ucraina: gli azzurri, alla ricerca del titolo europeo che manca oramai da troppo tempo; i galletti per cacciare via le critiche e i fantasmi di Sud Africa 2010 e rientrare nuovamente tra i top team d'Europa


ITALIA

Presentazione

Eran ventitre, eran giovani e forti, e sono...arrivati in finale? Sul remake della celebre poesia "La Spigolatrice di Sapri" del Mercantini, l'augurio alla nostra nazionale è quello di spingersi il più lontano possibile all'interno di questa manifestazione sportiva.
I motivi ce ne sono, e più di uno: vuoi perché è da molto, anzi troppo, tempo che non giochiamo ai livelli che ci spettano, vuoi perché la figuraccia di Sud Africa 2010 ancora scotta, vuoi perché il precedente Euro 2008 non è andato come ci si aspettava, vuoi perché l'onta del Calcioscommesse dev'essere lavata, vuoi perché siamo stanchi di subire critiche sul nostro modo di giocare a calcio, vuoi perché un trofeo internazionale è sempre una gioia immensa.
Inoltre il titolo europeo manca all'Italia dal lontano 1968, quando lo vinse in maniera a dir poco rocambolesca: prima il famoso "lancio della monetina" in semifinale, che decretò vincente l'Italia contro l'allora URSS dopo una partita terminata a reti bianche fino ai tempi supplementari, e successivamente la "doppia" finale contro la Jugoslavia. Doppia perché la prima partita disputata finì in parità e i tempi supplementari non diedero alcun vincitore; non esistendo ancora la formula dei calci di rigore, la partita venne rigiocata quindi due giorni dopo, quando l'Italia sconfisse questa volta la Jugoslavia nei 90' minuti regolamentari con i gol di Riva e Anastasi ( Europei 1968: trionfo azzurro tra monetine e finali bis )
Per quanto riguarda gli altri migliori risultati conseguiti all'interno dei soli Campionati Europei si ricordano, oltre il già citato titolo del 1968, il quarto posto nel 1980, le semifinali raggiunte nel 1988 e il secondo posto nell'edizione del 2000, dopo essere stati battuti in finale dalla Francia dei vari Zidane, Trezeguet e Wiltord. Uno strepitoso Totti non bastò all'Italia e l'occasione di alzare al cielo il titolo europeo, per la seconda volta nella storia, svanì definitivamente. Ora è il turno invece di questa nuova nazionale guidata dal ct Cesare Prandelli e dai suoi uomini scelti per l'avventura in Polonia e Ucraina:

Portieri - Gianluigi Buffon (Juventus), Morgan De Sanctis (Napoli), Salvatore Sirigu (Paris Saint-Germain).
Difensori -
Ignazio Abate (Milan), Federico Balzaretti (Palermo), Andrea Barzagli (Juventus), Leonardo Bonucci (Juventus), Giorgio Chiellini (Juventus), Christian Maggio (Napoli), Angelo Ogbonna (Torino).
Centrocampisti -
Daniele De Rossi (Roma), Alessandro Diamanti (Bologna), Emanuele Giaccherini (Juventus), Claudio Marchisio (Juventus), Riccardo Montolivo (Fiorentina), Thiago Motta (Paris Saint-Germain), Antonio Nocerino (Milan), Andrea Pirlo (Juventus).
Attaccanti -
Mario Balotelli (Manchester City), Fabio Borini (Roma), Antonio Cassano (Milan), Antonio Di Natale (Udinese), Sebastian Giovinco (Parma).


Convocazioni al 80% azzeccate che però ancora non convincono del tutto sotto il piano del gioco, nonostante il girone di qualificazione sia stato superato alla grande con un primo posto meritato, senza nemmeno una sconfitta e con la migliore difesa in assoluto alla luce degli appena 2 gol subiti in 10 gare.
Pur non essendo ancora all'altezza delle liste dei convocati tedesche e spagnole, questa rosa gestita da Prandelli è sicuramente la migliore degli ultimi anni per quanto riguarda la scelta dei convocati (Donadoni e il 2°Lippi ci hanno fatto sicuramente rabbrividire con selezioni oggettivamente ripetitive e soggettivamente criticabili); certamente dovranno però sapersi conquistare la fiducia del pubblico gara dopo gara, con l'obbligo di superare il girone a testa alta.


GIRONE C

Girone che vede l'Italia insieme a Spagna, Croazia e Irlanda. Quella con gli spagnoli è una gara di grande prestigio perché si affrontano non solo due squadre con un passato glorioso al Campionato Europeo (la Spagna è stata finalista tre volte e vittoriosa due, per l'Italia due finali ed un titolo, quello del 1968), ma anche le ultime due squadre ad aver vinto la Coppa del Mondo.
I precedenti tra Spagna e Italia, che non saltano un grande torneo da Euro '92 in Svezia (entrambe non si qualificarono), vedono l'Italia in vantaggio sui 29 incontri complessivi: 10 vittorie, 11 pareggi e 8 sconfitte (7 di quest'ultime sono arrivate peraltro in gare amichevoli). Considerando poi Mondiali ed Europei, l'Italia ha ottenuto tre vittorie e tre pareggi contro la Spagna, una vittoria e due pareggi nella competizione continentale; insomma non ha mai perso nei 90' minuti con la Spagna all'interno dei tornei tra nazionali. Una sconfitta che è lontana in generale: l'ultima in gare non amichevoli è il 3-2 contro la Slovacchia ai Mondiali del 2010, mentre nell'ambito Europeo non perde da 13 partite, dal 3-0 contro l'Olanda nella gara di apertura di Euro 2008 in Svizzera e Austria (sempre considerando i soli 90' minuti di gioco, escludendo supplementari o rigori).
Il secondo match per gli azzurri nel girone è quello con i croati, vere e proprie bestie nere per l'Italia: i biancorossi infatti, sembrano esaltarsi ogni qualvolta affrontano la nostra nazionale. La speranza quindi è quella di dare una svolta alla tradizione negativa che ci accompagna ogni volta che affrontiamo gli slavi: dopo il crollo della Jugoslavia, il magro bottino dell’Italia nei cinque scontri diretti è di due sconfitte e tre pareggi.
Tra le sfide più recenti ricordiamo quella del 18 agosto 2006, nella prima uscita da Campioni del Mondo, quando gli azzurri di Donadoni persero 2 a 0 (reti di Eduardo e Modric) e quella nella fase a gironi della Coppa del Mondo 2002 in Giappone, quando la Croazia si impose per 2 a 1 (Olic e Rapajic risposero al vantaggio azzurro siglato da Vieri); sulla panchina dell'Italia siedeva allora Giovanni Trapattoni, ora l'attuale tecnico della nazionale irlandese, con la quale l'Italia dovrà vedersela nell'ultima gara del girone C. Il bilancio con gli irlandesi è finora in positivo (7 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte), anche se, da quando il ct italiano siede sulla panchina britannica, l'Irlanda del Trap non si è fatta ancora sottomettere dall'Italia. Per ritrovare l’ultimo successo nostrano in gare ufficiali contro i green, dobbiamo ritornare indietro nel tempo fino addirittura al Mondiale del 1990 quando Schillaci spalancò la porta delle semifinali alla Nazionale di Vicini.

Occhio a... Daniele De Rossi, specialmente nel suo nuovo ruolo riadattato; centrale di difesa a 3, a 4, mediano, regista, non importa. Scambiate gli ordini degli addendi o appunto la sua posizione in campo ma il risultato resta comunque invariato: la grinta e la tenacia da vendere fanno sì che spesso si sacrifichi per gli altri, tenendosi lontano dalla zona gol, pur essendo abile sia nel gioco aereo che nei tiri dalla distanza.
Lì davanti speriamo nelle fantasie di Antonio Cassano (dopo l'intervento al cuore è questo l'Europeo dai mille significati per lui e per tutti) e nella sregolatezza di Mario Balotelli. Insulti, cori avversi, lancio di oggetti dalle tribune, media severi; qualsiasi cosa accada lui è uno di quelli che sarà comunque facile da criticare (anche per via della sua poca disciplina), ma che dalle critiche è abituato a risollevarsi, mettendosi al centro dei riflettori..e quanto gli piace.
"Abbiamo fatto l'Italia, ora tocca fare gli italiani":
la celebre frase pronunciata da uno dei più illustri politici italiani del XIX secolo, Massimo D'Azeglio, racchiude al meglio il significato che si cela anche dietro questa nazionale. L'Italia, con il suo nuovo ct, il suo nuovo staff e la sua nuova rosa sembra essere finalmente tornata ad un buon livello calcistico, unita al di là dei risultati e orgogliosa di rappresentarci; la speranza è che ora gli italiani tutti facciano il resto, ciò che manca, nella speranza di non dover più sentire divisioni tra Nord e Sud, rivalità tra una città e l'altra o persino Inni nazionali storpiati, chissà con qual diritto poi...lo dobbiamo fare per noi stessi in primis, per le generazioni future che non dovranno raccogliere la spazzatura lasciata a terra da chi c'è stato prima di loro e per chi, sacrificandosi persino con la vita, ha messo in piedi con fatica, questo tanto bello quanto non rispettato paese. Coefficiente Uefa europeo della nazione: 4°

 

FRANCIA

Presentazione

Se l'Italia arriva ad Euro 2012 vogliosa di far cancellare nei ricordi comuni la pessima prestazione mostrata all'ultimo Campionato Mondiale sudafricano, stessa cosa si può dire riguardo la Francia. Una nazionale francese il cui processo evolutivo degli ultimi anni è andato di pari passo con quello della rappresentativa italiana, dagli insuccessi degli ultimi Mondiali ed Europei alla rivoluzione effettuata non solo in rosa ma anche in panchina (fuori Domenech per far spazio a Blanc), ed il cui passato ha visto come consorte sempre l'Italia, dalla vittoria nella finale dell'Europeo del 2000 a Rotterdam alla sconfitta nella finalissima del 2006 a Berlino valida per il titolo mondiale.
Proprio la partita del 2000, nell'Europeo belga-olandese fu uno dei match più sofferti da entrambe le tifoserie: gli azzurri, partiti con un passo in più rispetto ai francesi, riescono a portarsi in vantaggio con Delvecchio ma a non chiudere definitivamente la gara nonostante le molteplici azioni create; la Francia così sfrutta la poca concretezza italiana sotto porta, mostrandosi molto più cinica degli avversari. In piena "Zona Cesarini" è Wiltord a pareggiare i conti al 94' poco prima che l'arbitro fischi la fine della gara e mandi le squadre negli spogliatoi in attesa di disputare i tempi supplementari. Negli extra-time sarà poi David Trezeguet a regalare la vittoria alla Francia e marcarla con il secondo titolo di Campione d'Europa dopo quello vinto nel 1984 a Parigi ( Storia degli Europei: 2000, Francia Italia e il golden gol ).
Vero trascinatore della squadra nella competizione del 1984 davanti al pubblico amico, fu Michel Platini, capitano della sua squadra e autore di ben 9 reti in tutto l'Europeo, siglando un record che ancora detiene, ossia quello di cannoniere più prolifico all'interno di una manifestazione internazionale. Tuttavia nonostante questi due ottimi risultati conseguiti, nei Campionati Europei la Francia ha di solito sfigurato, raggiungendo una sola volta le semifinali (Inghilterra 1996), mostrandosi quindi come la squadra che più di ogni altra formazione europea, o delude del tutto o arriva fino in fondo in finale. Il neo ct Laurent Blanc è intenzionato a ripetere quest'ultima "strada", chiamando a suo seguito 23 nomi da tutta Europa:


Portieri -
Cédric Carrasso (Girondins de Bordeaux), Hugo Lloris (Olympique Lyonnais), Steve Mandanda (Olympique de Marseille).
Difensori -
Gaël Clichy (Manchester City), Mathieu Debuchy (Lille), Patrice Evra (Manchester United), Laurent Koscielny (Arsenal), Philippe Mexès (Milan), Adil Rami (Valencia), Anthony Réveillère (Olympique Lyonnais).
Centrocampisti -
Yohan Cabaye (Newcastle United), Alou Diarra (Olympique de Marseille), Florent Malouda (Chelsea), Marvin Martin (Sochaux), Blaise Matuidi (Paris Saint-Germain), Yann M'Vila (Stade Rennais), Samir Nasri (Manchester City), Franck Ribéry (Bayern Monaco).
Attaccanti -
Hatem Ben Arfa (Newcastle United), Karim Benzema (Real Madrid), Olivier Giroud (Montpellier), Jérémy Menez (Paris Saint-Germain), Mathieu Valbuena (Olympique de Marseille).


GIRONE D

La compagine francese si è qualificata alla fase finale dopo essersi piazzata prima nel proprio girone di qualificazione con 21 punti (6 vittorie, 3 pareggi ed una sconfitta), uno in più della Bosnia ed Erzegovina classificatasi seconda. Ora nel girone affronterà Inghilterra, Ucraina e Svezia. Contro gli inglesi la Francia ha ottenuto 8 vittorie, 4 pareggi e 16 sconfitte nei precedenti che si registrano, ma nelle sei sfide non amichevoli il bilancio è in perfetto equilibrio con 2 vittorie ciascuna e 2 segni X. La Francia inoltre è imbattuta da cinque sfide contro l'Inghilterra (quattro vittorie e un pareggio): la Guerra dei Cent'anni è pronta a rinnovarsi!
I francesi
arrivano però in Ucraina con molte pressioni addosso: infatti non hanno superato la fase a gironi né all'Europeo del 2008 né al Mondiale 2010; basta pensare che l'ultima vittoria nella fase finale di un gran torneo è stata quella contro il Portogallo nella semifinale del Mondiale 2006.
Contro i padroni di casa la Francia è forte dei risultati conseguiti finora: il bilancio nei sei precedenti parla francese con 3 vittorie e 3 pareggi ottenuti. Nell'ultima sfida del gruppo D, quella decisiva per il passaggio del turno, vedrà come avversaria la Svezia di Zlatan Ibrahimovic. Quest'ultima cercherà di porre fine ad una tradizione negativa che dura da 11 partite e 43 lunghi anni; nei 17 precedenti complessivi la Francia è in vantaggio con 8 vittorie, 5 pareggi e 4 sconfitte (nei tre precedenti nei Campionati Europei 2 vittorie ed un pareggio), mentre nei soli incontri ufficiali contiamo 3 vittorie, 3 pareggi ed una sola sconfitta.
Questa sarà inoltre la seconda volta che le due nazionali si affrontano nella fase finale di un torneo internazionale: la prima volta successe nell'Europeo appunto svedese del 1992, quando la partita finì in parità per 1 a 1, con anche l'attuale ct francese Blanc presente a disputare quella gara; questa volta però dovrà "limitarsi" a viverla dalla panchina.

Occhio a... Philippe Mexès, abile, dotato di un buon fisico ed efficace nel gioco aereo; il centrale del Milan ex Roma può davvero mettersi in luce come direttore della difesa francese, dopo che il precedente allenatore francese Domenech non lo inserì nemmeno tra i 23 da portare a Sud Africa 2010. Se è in giornata è un muro.
Al centrocampo occhio ad Alou Diarra, il mediano di origine maliana, centrocampista dell'Olympique Marsiglia. Alto (supera il metro e novanta di altezza) e imponente, Diarra ha saputo unire alla forza fisica anche il senso della posizione, dopo averlo sempre più raffinato negli ultimi anni. Nel suo stesso reparto come non citare Samir Nasri, il centrocampista del Manchester City di origine algerine; fresco del titolo nazionale conquistato da poco nella Premier League con la maglia dei citiziens, l'ex giocatore di Marsiglia e Arsenal è sicuramente da racchiudere tra gli elementi più interessanti di questa Francia, per via delle sue ottime capacità di dribbling e di tiro.
In attacco concludiamo con Karim Benzema: anche lui, proprio come il compagno di squadra Nasri, è di origini algerine ed ha vinto quest'anno il proprio campionato con il Real Madrid. Dopo aver concluso la sua migliore stagione di sempre con le merengues all'insegna dei gol (34 presenze e 21 gol in campionato, 52 presenze e 32 gol in totale), l'Europeo si presenta come il vero trampolino di lancio. Occhio tutto sommato all'intera Francia se così si può dire, la nobile decaduta giammai deceduta. Coefficiente Uefa europeo della nazione: 12°


Gianluca Fiume

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