Ci siamo. Con il sipario calato sui quarti il traguardo diventa sempre più vicino, a portata di sogno. Quattro nazionali, ad oggi le più forti del panorama calcistico europeo (per lo meno così ha sentenziato il campo, giudice supremo), che daranno il massimo per conquistare il pass e giocarsi il primo luglio quella finale tanto sognata e ora tanto vicina.
Ronaldo ha eliminato la R.Ceca e continua il suo personalissimo show. Due pali e il gol vincente. Bene, bravo, tris: ora anche la classifica marcatori è alla sua portata. Cristiano ha trascinato il Portogallo alla semifinale di Donetsk, che potrebbe rivelarsi la rivincita del mondiale sudafricano, dove la Spagna lo fece fuori negli ottavi (1-0). Ad attenderlo, appunto, quella Roja e quei catalani (Pique, Iniesta e Xavi su tutti) che proveranno ad infliggere ulteriori dispiaceri al talento portoghese. Spagna che ha eliminato una Francia a dir poco rinunciataria con il minimo indispensabile e i due gol di Xabi Alonso, compagno di squadra di Ronaldo.
L’altra semifinale sarà Italia-Germania. Ancora ed inesorabilmente Italia – Germania. Tedeschi che forse hanno faticato più del previsto ad eliminare una Grecia che ha resistito per oltre 45 minuti al gioco fiammeggiante dei ragazzi terribili di Low. E l’Italia? Beh i nostri azzurri troveranno una Germania visibilmente provati, con 120 minuti sulle gambe e con due giorni in meno di riposo.
Ma la banda Prandelli è carica, e la gioia per aver eliminato l’Inghilterra catenacciara di Roy Hodgson è una spinta in più a non fermarsi sul più bello. Avrebbe strameritato di vincere nei minuti regolamentari, se solo Balotelli e compagni avessero trasformato in rete almeno una delle tante occasioni da gol create, ma la sofferenza rende ancor più bella la notizia di questa straordinaria vittoria. C'è un'Italia che vince. Vince col cuore, con classe, con grinta. E perché no vince anche grazie a quel cucchiaio di Pirlo che è diventato l’emblema di tutto l’Europeo azzurro.
Giovedì 28 a Varsavia ci toccano i tedeschi. Sarebbe bello dimostrare che non ci servono lezioni. Italia e Germania rievocano emozioni indimenticabili. Dal famoso 4-3 del 1970 al recentissimo 2-0 di Dortmund. Sono forti, d'accordo, ma dopo la vittoria contro l’Inghilterra, per l’Italia di Prandelli il limite è il cielo.
La squadra da noi selezionata per i top 11 dei quarti, è un 3-5-2 molto equilibrato, con 2 registi come Xabi Alonso e Pirlo e con due punte, Ronaldo e Klose, che si completano a vicenda. A guidarli il nostro Cesare Prandelli, bravo a credere e a strutturare un gruppo vincente. I top dei quarti sono:
Formazione (3-5-2): Buffon (Italia); S.Ramos (Spagna), Bonucci (Italia), Lahm; (Germania); Diamanti (Italia), Xabi Alonso (Spagna), Pirlo (Italia), Khedira (Germania), Jordi Alba (Spagna); Klose (Germania), C. Ronaldo (Portogallo).
Allenatore: Prandelli
In porta come non inserire Gianlugi Buffon. Il capitano degli azzurri con il uso discorso prima della lotteria dei calci di rigore ha spronato i suoi ragazzi a continuare ad accarezzare il sogno europeo. E’ sua la manona che arpiona il tiro da vicino di Johnson. Per il resto sta corricchia su se stesso, gli inglesi girano al largo. Infine para il rigore della svolta, quello su Cole. I grandi portieri si notano anche e soprattutto nei momenti chiave e Gigi non può che non esserlo.
In difesa troviamo un terzino fludificante come Lahm e un centrale come S. Ramos, da noi inserito sulla fascia destra. Il tedesco percorre i sentieri intasati da Ninis e gli riesce un gol (il 5˚ in 90 presenze) simile a quello con cui apri il Mondiale 2006. E’ il gol che apre la partita con un numero che, a essere sinceri, non dovrebbe appartenere al repertorio di un difensore. Pallone sul piede destro, leggera convergenza dalla fascia sinistra al centro, botta secca di collo che va a insaccarsi proprio nell’angolino. Gol magnifico. Nel gesto tecnico c’è la potenza e c’è la precisione; lo spagnolo, intanto, in attesa di CR7 non lascia spazi a Benzema. Non gli sfugge nulla, quando c’è un problema, lui lo risolve.
Come centrale abbiamo selezionato il “nostro” Bonucci, autore della partita che non ti aspetti. Deciso, ma non sbruffone. Elegante, ma non svampito. Sbroglia più di un intreccio. Non si fa impressionare da Rooney, che al suo cospetto in più di un’occasione rimedia la figura del brocco. Un Bonucci che cammina sulle sue gambe, senza bisogno degli aiuti dei compagni.
A centrocampo spazio ai polmoni di Khedira. Il tedesco segna il secondo gol in nazionale, altro segno della sua prestazione eccellente non solo contro la Grecia ma in tutto il torneo. E’ il miglior centrocampista della Germania, finora. Al suo fianco due registi del calibro di Pirlo e Xabi Alonso. Per lo spagnolo partita da manuale: due gol, impenetrabile e solidale in difesa, lucido in impostazione. E’ l’hombre del partido.
Per Pirlo non ci sono più parole per descrivere la sua spazialità. E’ una costante delle nostre top 11 e dopo quel cucchiaio offerto a sua maestà l’Inghilterra è pronto anche ad insidiare Ronaldo sul podio del Pallone d’Oro. Contro l’Irlanda si era preso una serata di riposo. Giusto, anche Pirlo ha diritto di staccare. A Kiev si è rivisto il comandante che conosciamo. Lo scavetto dal dischetto è lo sberleffo a Sua Maestà, ed è bello che sia questo gesto tecnico, e non tante parole, a sintetizzare la sua prestazione.
Sulle fasce abbiamo scelto due “emergenti”: Diamanti che con il suo ingresso in campo ha dato una svolta a tutti gli azzurri. Il toscano viene da una carriera in salita. Fino a pochi anni fa remava nel mare magnum dell’ex Serie C. Adesso entra nel quarto di un Europeo, e si concede il lusso di colpire un palo e di segnare il rigore decisivo, come Grosso in Germania. Che sfrontatezza, che personalità. Vai Diamantino; e poi Jordi Alba, guarda caso entrato nel mirino del Barça. Il giocatore del Valencia, contro la Francia, non è il migliore in campo solo perché Xabi Alonso fa il mostro. Azzera Debuchy e Reveillere dominando la fascia e offrendo al compagno l’assist del gol. Decisivo per far sbriciolare le certezze francesi.
In attacco c’è il solito Ronaldo, affiancato da Miro Klose, titolare contro la Grecia al posto di Gomez. L’extraterrestre CR7 realizza un gran gol da centravanti (dove potrebbe anche giocare per dare un attacco al Portogallo), colpisce due pali e ha la voglia di spaccare il mondo. Sa che il Pallone d’oro passa dall’Euro. E ci crede. Ma come dargli torto con questi numeri: 69 gol in 68 partire, chi non ci crederebbe??!! Al suo fianco il laziale che con tre partite di ritardo diventa l’unico padrone dell’attacco tedesco. Infila il 64˚ gol per la Germania e ora Gerd Muller e a sole quattro lunghezze. Vorrebbe l’Italia. Per Low è tempo di scelte.
A guidare questa super squadra Cesare Prandelli. Con lui il nostro calcio ha svoltato e la dimostrazione è l’aver preso l’Inghilterra per il collo, sbattendola di qua e di là. Ora l’Italia è davvero pronta per conquistare l’Europa.
Mercoledì 27 spazio alle semifinali: l’Europeo incombe nei sogni di portoghesi, spagnoli, tedeschi ed italiani, ad oggi guidati da un solo imperativo: non svegliarsi!
Fabio Trallo


















