EURO 1960
Per la prima volta nella storia del calcio europeo viene istituito un torneo per nazioni. L’idea venne ad Henri Delaunay che con questa manifestazione sostituì la vecchia Coppa Europa alla quale potevano partecipare solamente Italia, Jugoslavia, Svizzera, Ungheria, Austria e Cecoslovacchia. L’edizione si disputò in Francia e la formula prevedeva Ottavi e Quarti di Finale da disputare in gare di andata e ritorno ed una fase Finale ad eliminazione diretta. Parigi e Marsiglia furono le città scelte come sedi delle gare finali da disputarsi sul suolo francese.
Ad accedere alle Semifinali furono Cecoslovacchia (che si era sbarazzata di Romania e Danimarca nei turni precedenti), URSS (qualificata alle Semifinali dopo la rinuncia della Spagna allora sotto il regime di Franco; il generalissimo decise infatti di ritirare la squadra dalla competizione, rifiutandosi di fare calcare il suolo sovietico alla selezione nazionale), Francia (padrona di casa e reduce dalle Semifinali del Mondiale svedese del’58) e Jugoslavia.
L’URSS superò agevolmente la Cecoslovacchia, qualificandosi alla Finale grazie ad un netto 3-0 firmato Ivanov (doppietta) e Ponedel’nik, mentre l’altra sfida vide un’autentica battaglia tra francesi e jugoslavi con i padroni di casa che, in vantaggio per 4-2, si facevano nel giro di tre minuti prima rimontare e poi addirittura superare, con il punteggio che si fissava su un clamoroso 5-4 per la Jugoslavia.
La finale tra le due potenze del blocco Est europeo fu molto equilibrata, al goal di Galic che portava in vantaggio la Jugoslavia a fine primo tempo, rispondeva quello di Metrevell ad inizio ripresa. La gara si trascinò così fino ai tempi supplementari dove fu decisa da una rete di Ponedel’nik a cinque minuti dalla monetina.
L’Unione Sovietica si aggiudicava, così, il primo titolo continentale dando un segnale anche politico al resto dell’Europa; la squadra intera fu ricevuta al Cremlino da Nikita Khrushchev per celebrare il successo storico. Eroe del torneo, il leggendario Lev Jascin, il ragno nero, portiere insuperabile che tre anni dopo vincerà anche il Pallone d’Oro, entrando nella storia per essere l’unico esponente del suo ruolo ad aver conquistato l’ambito premio.
Da segnalare l’assenza dell’Italia che decise di non iscriversi alla manifestazione continentale: furono diversi infatti i paesi che non diedero molto credito alla nuova competizione e decisero quindi di non parteciparvi. Tra questi oltre all' Italia, vi furono Gran Bretagna, Germania, Svezia, Belgio, Svizzera ed Olanda.
EURO 1964
Quattro anni dopo, la manifestazione si disputò in Spagna, con una formula simile a quella dell’edizione precedente. Il successo dell’Europeo portò ad un aumento delle squadre iscritte che passarono da 17 a 30 e tra queste per la prima volta nella storia ne fece parte anche l’Italia.
Gli azzurri dopo aver superato agevolmente il primo turno, sbarazzandosi della Turchia con un 6-0 nella gara di andata ed un 1-0 in quella di ritorno, furono eliminati agli Ottavi di Finale dai campioni in carica dell’URSS. Nella gara di andata in Russia, i padroni di casa vinsero per 2-0 ed al ritorno agli azzurri non riuscì l’impresa di ribaltare il risultato. Finisce 1-1 con goal di Rivera e tanta delusione per un rigore sbagliato da Mazzola.
Alla Fase Finale arrivano i padroni di casa della Spagna, l’Ungheria (che aveva eliminato Germania Est e Francia), i detentori dell’Urss e la cenerentola Danimarca (fortunata nell’aver pescato Albania e Lussemburgo nei turni precedenti).
La Semifinale tra Spagna e Ungheria fu un combattimento alla pari con i magiari che a 5 minuti dalla fine del match pareggiarono con Bene il goal realizzato da Pereda nel primo tempo. Nei tempi supplementari fu Amancio a siglare la rete che mandò in tripudio una nazione intera, portando al Spagna in Finale. Molto più scontato invece l’altro match con l’URSS che supera per 3-0 i danesi e si qualifica per la sua seconda finale consecutiva.
Al Santiago Bernabeu di Madrid davanti a 125.000 spettatori, nonostante la clamorosa scelta di non convocare nessun giocatore del Real Madrid, le Furie Rosse si esaltano e passano subito in vantaggio con Pereda, ma dopo solo due minuti i russi rispondono con Khusainov. Quando tutto lasciava presagire un epilogo ai tempi supplementari, i russi, complice il gran caldo, crollano nel finale e Marcelino buca la difesa sovietica, portando la Spagna sul tetto d’Europa.
Ancora una vittoria dai forti connotati politici, che rafforza il potere del regime franchista, ma che segna anche un disgelo tra le due nazioni. Solo quattro anni prima la Spagna si era rifiutata di giocare contro l’URSS, mentre questa volta l’inno sovietico è addirittura applaudito da tutto lo stadio.
L’uomo della manifestazione è il Pallone d’Oro Suarez che con il suo talento guida alla vittoria una squadra tutta corsa e muscoli.
EURO 1968
E’ l’anno passato alla storia per le rivolte in mezza Europa, e ad ospitare la Fase Finale del torneo è l’Italia che dopo 30 anni torna ad organizzare una manifestazione calcistica per nazioni: d'altra parte ricorre il settantesimo anniversario della nascita della Federcalcio e, in virtù di ciò, la Federazione chiede e ottiene di poter ospitare la rassegna continentale. Le città scelte per ospitare le partite furono Roma con il suo stadio Olimpico, Napoli ed il San Paolo, e Firenze con lo stadio Comunale.
Dopo una fase ad eliminazione prima a gironi e poi con gare di andata e ritorno, ad approdare alle Semifinali sono la Jugoslavia, i campioni del Mondo in carica dell’Inghilterra, i padroni di casa dell’Italia e la corazzata URSS che per la terza volta consecutiva arriva alla fase calda del torneo.
La semifinale tra Jugoslavia e Inghilterra è decisa da una rete allo scadere di Dzajic che condanna gli inglesi a rimandare ancora una volta l’appuntamento con una vittoria di una manifestazione lontano dalle mura amiche, mentre Italia e URSS si affrontano al San Paolo di Napoli in un match tirato che termina sullo 0-0 sia nei 90 minuti regolamentari che dopo i tempi supplementari.
Visto che il regolamento all’epoca non prevedeva ancora un finale ai calci di rigore, si ricorse al lancio della monetina per stabilire chi dovesse affrontare la Jugoslavia in Finale ( Europei 1968: trionfo azzurro tra monetine e finali bis ). Capitan Facchetti disse: ”Testa!” e fece la scelta giusta. Gli azzurri approdavano per la prima volta in Finale all’Europeo.
Anche la Finale fu dominata dal pathos, l’Italia era chiamata a cancellare la debacle al mondiale inglese contro la Corea del Nord e a tornare ad alzare un trofeo dopo le eroiche gesta degli uomini di Pozzo, ma la tensione era tanta. Si gioca allo stadio Olimpico di Roma sabato 8 Giugno 1969.
Manca Rivera, infortunato, e gli slavi iniziarono subito a ritmo alto: la Jugoslavia passò in vantaggio a fine primo tempo con il solito Dzajic e a salvare gli azzurri fu un goal di Domenghini a dieci minuti dal termine della gara. Si va ai supplementari ma nessuna delle due squadre riesce a sbloccare nuovamente il punteggio e così visto che il regolamento per la Finale non prevedeva né calci di rigore, né monetina, il match è costretto ad essere rigiocato.
Nel replay andato in scena due giorni dopo, il 10 Giugno, l’Italia si liberò da tutti i suoi fantasmi e dopo 11 minuti passò in vantaggio con Riva, il raddoppio di Anastasi venti minuti dopo fece tremare l’Olimpico e consegnò in mano a Facchetti una Coppa che ora era solo da alzare e portare in trionfo. L’Italia per la prima volta è Campione d’Europa per quello che è, ad oggi, l'unico successo azzurro nella manifestazione continentale.
Il protagonista dell’Europeo fu senza dubbio Gigi Riva. Rombo di Tuono oltre ad aver sbloccato la Finale replay trascinò l’Italia durante la fase eliminatoria realizzando ben 6 reti.
Roma, sabato 8 giugno 1968:
ITALIA-JUGOSLAVIA 1-1 - Dopo i tempi supplementari
Italia: Zoff, Burgnich, Facchetti, Ferrini, Guarneri, Castano, Domenghini, Juliano, Anastasi, Lodetti, Prati. - Allenatore Valcareggi Ferruccio
Jugoslavia: Pantelic, Fazlagic, Damjanovic M., Pavlocic M., Paunovic B., Holcer, Petkovic, Trivic, Musemic, Acimovic, Dzajic. - Allenatore Mitic
Arbitro: Dienst (Svizzera)
Marcatori: 39’ Dzajic, 80’ Domenghini
Roma, lunedì 10 giugno 1968:
ITALIA-JUGOSLAVIA 2-0
Italia: Zoff, Burgnich, Facchetti, Rosato, Guarneri, Salvadore, Domenghini, Mazzola A., Anastasi, De Sisti, Riva. - Allenatore Valcareggi Ferruccio
Jugoslavia: Pantelic, Fazlagic, Damjanovic M., Pavlovic M., Paunovic B., Holcer, Acimovic, Trivic, Musemic, Hosic, Dzajic. - Allenatore Mitic
Arbitro: Ortiz de Mendibil (Spagna)
Marcatori: 12’ Riva, 31’ Anastasi
EURO 1972
L’Europeo del 1972 fu ospitato dal Belgio e proprio i padroni di casa approdarono a sorpresa alla Fase Finale ad eliminazione diretta, eliminando i campioni in carica dell’Italia nei Quarti di Finale ad andata e ritorno.
Oltre ai belgi, si qualificarono alle Semifinali, la Germania Ovest, l’Ungheria e l’ormai solita Unione Sovietica. URSS e Ungheria si affrontarono in un match dai chiari connotati politici, dopo la rivoluzione magiara di 16 anni prima, e ad avere la meglio furono i sovietici che la spuntarono per 1-0, approdando alla terza finale su quattro edizioni.
Nell’altro match, i padroni di casa si arresero alla Germania Ovest,squadra che si apprestava a vivere un periodo di grande splendore arrivando ai vertici del calcio continentale: nella semifinale contro il Belgio, la Germani Ovest fu trascinata da una doppietta del trascinatore Gerd Muller, bomber di razza e capocannoniere del precedente mondiale che rese vano il goal nel finale di Polleunis.
La finalissima fu dunque tra tedeschi e sovietici, un match dal forte impatto anche storico: nella Germania oltre algià citato Gerd Muller militava anche il grande Franz Beckenbauer: seguivano quindi Maier, Netzer (grande europeo per lui), Bretner e via via tutti gli altri per quella che era una squadra di assoluto valore.
Si gioca a Bruxelles il 18 Giugno 1972, a contendersi la Coppa sono Germania Ovest e URSS: i tedeschi sono padroni del campo fin dai primi minuti e l'URSS non riesce a ribattere colpo su colpo. La Germania Ovest è nettamente più forte e si aggiudica il match con un perentorio 3 a 0, risultato frutto di una doppietta del solito Muller (per lui 6 reti nelle qualificazioni, 1 nei quarti all’ Inghilterra e 4 nella Fase Finale) e una rete di Wimmer. La Germania Overst conquistò così il suo primo trofeo continentale con un risultato che non lascia spazio ad alcun dubbio.
Nelle gerarchie del calcio europeo qualcosa stava cambiando, la Germania Ovest si preparava ad affrontare da vincente un mondiale che due anni dopo avrebbe organizzato tra le mura amiche. L’eroe della manifestazione fu indubbiamente Gerd Muller, il bomber tedesco dallo straordinario fiuto del goal che realizzò una doppietta in Semifinale ed una in Finale, portando la sua nazione sul tetto d’Europa.
Da segnalare come, quell' Europeo, fu tutt'altro che positivo per l'Italia: reduci dal trionfo del 1968, l'Italia fu inserita nel girone di qualificazione (Gruppo 6) con Irlanda, Austria e Svezia: gli azzurri superarono per 2 a 1 l'Austria al Prater di Vienna (partita rimasta tristemente storica per la rottura del perone di Riva), quindi superarono di slancio l'Irlanda per due volte, 3 a 0 in casa e 2 a 1 fuori: pareggio quindi a reti bianche in Svezia, vittoria netta per 3 a 0 nel ritorno contro gli scandinavi (doppietta di Riva, che festeggiò al meglio il suo recupero) ed ultimo match in casa a Roma contro l'Austria terminato 2 a 2. Gli azzurri chiusero al primo posto nel girone con 10 punti.
I quarti di finale ci misero davanti il Belgio, paese ospitante della manifestazione: il doppio confronto terminò con un pareggio a reti bianche nel match casalingo (disputato a San Siro), ed una sconfitta due settimane dopo in terra belga a Bruxelles per 2 a 1. Era il 13 Maggio 1972 e l'Italia salutava così la manifestazione continentale.
Bruxells, 18 giugno 1972:
GERMANIA OVEST - URSS 3 - 0
Germania Ovest: Maier, Höttges, Beckenbauer, Schwarzenbeck, Breitner, U.Hoeness, Wimmer, Netzer, Heynckes, G.Müller, E.Kremers
URSS: Rudakov, Dzodzuashvili, Kaplichny, Istomin, Khurtsilava, Kolotov, Troshkin, Baidachni, Banishevsky (66 Kozinkevich), Konkov (46 Dolmatov), Onishenko
Arbitro: Marshall (Austria)
Marcatori: G.Müller 27', 58', Wimmer 52'
Marco Morgante


















